L’errore comune
Molti hanno già fatto la cosa giusta: un corso sull’AI per tutti, spesso online e spesso di due ore. Poi però si fermano lì. Gli attestati restano nella casella di posta di chi l’ha seguito, nessuno sa chi l’ha finito e nessuno ha scritto di cosa parlava. Così, il giorno in cui un cliente o un ente chiede come usate l’AI, la formazione c’è stata ma non si vede.
Altri, per paura, pensano di dover comprare un corso «certificato» o di dover garantire che ognuno ne sappia abbastanza. Non è così. Non serve un certificato, la legge non fissa un numero di ore, e non c’è una multa che scatta in automatico perché manca un corso: sanzioni e controlli dipendono anche dalla legge italiana e dal caso concreto.
La regola
Il regolamento europeo sull’AI ti chiede di fare qualcosa di concreto perché i tuoi usino l’AI con consapevolezza, tenendo conto di cosa sanno, dell’esperienza che hanno e di come usano lo strumento. Dal 27 luglio 2026 il testo lo dice chiaramente: non devi garantire il livello di nessuno. Un corso già fatto conta. Per dimostrarlo ti basta metterlo per iscritto: chi l’ha fatto, quando, su cosa, dove sta il materiale e chi firma.
La legge italiana sull’AI aggiunge che, se usi l’AI in modi che toccano il lavoro dei tuoi, per esempio per i turni o le valutazioni, devi informarli per iscritto. Dal 2 agosto 2026 devi dire alle persone quando stanno parlando con un’AI, e dichiarare i testi fatti con l’AI che pubblichi per informare il pubblico, se nessuno li ha rivisti. Chi produce gli strumenti ha tempo fino al 2 dicembre 2026 per marcare quello che generano, ma è un compito suo, non tuo. Gli obblighi sui sistemi ad alto rischio arrivano il 2 dicembre 2027, e il 2 agosto 2028 per quelli montati dentro i prodotti.
La scheda per lunedì
| Chi | Cosa |
|---|---|
| L’ufficio del personale | Apre un foglio con una riga per ogni formazione sull’AI già fatta: chi, quando, su cosa, quante ore e dove sta il materiale. |
| Chi ha organizzato il corso | Recupera l’elenco di chi l’ha finito e il programma, e li salva nella cartella dove tenete i corsi sulla sicurezza. |
| Ogni responsabile di ufficio | Segna chi usa l’AI con dati di clienti o dipendenti: per loro serve un’ora in più su cosa non si carica e su come si controlla il risultato. |
| Chi si occupa del personale | Controlla se l’AI si usa per turni, valutazioni o selezione del personale; se sì, prepara l’informativa scritta per i lavoratori. |
| Tu | Firmi il foglio una volta a trimestre: con la firma confermi che la formazione scritta è quella fatta davvero. |
Apri il foglio della formazione e scrivi la prima riga: il corso che hai già fatto, con chi, quando e su cosa.
Regolamento (UE) 2024/1689, art. 4 (dal 2 febbraio 2025, modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744 in vigore dal 27 luglio 2026) e art. 50 (dal 2 agosto 2026); legge 23 settembre 2025, n. 132, art. 11.
La conversazione, parola per parola
Un manager fa le domande che farebbe un direttore di PMI; Raffaele risponde. Qui il dialogo da leggere.
Leggi il dialogo
- Il manager
Ti racconto cosa ho fatto. In primavera ho fatto fare a tutti un corso online sull’AI, due ore a testa, sessanta persone. Adesso sento parlare di obblighi e di controlli, e mi chiedo: basta così, o devo rifare tutto?
- Raffaele
Non devi rifare niente, anzi, la parte più faticosa l’hai già fatta. Quello che manca è molto meno: trasformare il corso che hai fatto in qualcosa che puoi mostrare.
- Il manager
Partiamo dalla legge. Cosa dice, esattamente?
- Raffaele
Il regolamento europeo sull’AI ha un articolo, il quattro, che vale dal febbraio del duemilaventicinque. Chiede a chi mette strumenti di AI in mano al personale di fare qualcosa perché li usino con consapevolezza. Lo chiamano alfabetizzazione.
- Il manager
Mi hanno detto che devo garantire che tutti ne sappiano abbastanza.
- Raffaele
Molti leggevano così il testo di prima. Ma a luglio del duemilaventisei l’articolo è stato riscritto. Adesso dice che devi prendere delle misure per sostenere l’alfabetizzazione, e aggiunge una frase precisa: non devi garantire il livello di nessuna persona.
- Il manager
Quindi è diventato più leggero.
- Raffaele
È diventato più chiaro. Ti chiede di fare qualcosa, non di promettere un risultato. Quello che fai deve tenere conto di cosa sanno le persone, dell’esperienza che hanno e di come usano lo strumento. Il corso che hai fatto conta, ma solo se si vede.
- Il manager
In che senso, se si vede?
- Raffaele
Ti faccio una domanda. Se oggi un cliente ti chiede chi ha fatto il corso, sai rispondere?
- Il manager
Più o meno. Gli attestati sono arrivati per email, a ciascuno.
- Raffaele
Ecco, è l’errore più comune tra chi ha già formato tutti. La formazione c’è stata, ma è sparsa in sessanta caselle di posta: nessuno sa chi l’ha finita, chi l’ha saltata e di cosa parlava. Il giorno in cui qualcuno te lo chiede, hai fatto la cosa giusta ma non la puoi dimostrare.
- Il manager
E la legge mi chiede un registro? Un modulo preciso?
- Raffaele
No. La legge non prevede un modulo, e la Commissione europea ha chiarito che non serve un certificato: bastano registrazioni interne. Ma sono proprio quelle che oggi ti mancano.
- Il manager
Va bene. In pratica, cosa devo tenere?
- Raffaele
Un foglio, con una riga per ogni formazione: chi l’ha fatta, quando, su cosa e quante ore. Poi dove sta il materiale, cioè il programma, le slide e l’elenco di chi l’ha finita. E chi firma il foglio.
- Il manager
Una firma? E perché?
- Raffaele
Perché qualcuno deve garantire che quello che c’è scritto è vero. Di solito sei tu, o chi dirige il personale. Basta una firma a trimestre, non ogni giorno.
- Il manager
E dove lo tengo, questo foglio?
- Raffaele
Dove tieni già i corsi sulla sicurezza: stessa cartella e stessa persona, di solito l’ufficio del personale. Non ti serve un programma nuovo.
- Il manager
Facciamo i conti. Sessanta persone e un corso: quante righe sono?
- Raffaele
Una riga per il corso, con allegato l’elenco dei sessanta e di chi l’ha completato. Poi, ogni volta che qualcuno fa un’ora in più, anche interna, aggiungi una riga.
- Il manager
Un’ora in più? Allora il corso non basta.
- Raffaele
Per molti basta. Chi usa ChatGPT per sistemare una lettera deve sapere cosa lo strumento sa fare, cosa non ci deve mettere dentro e come si controlla il risultato. Se il corso lo spiegava, per lui sei a posto. Ma mettiamo che dieci dei tuoi ci carichino dati di clienti: per loro serve un’ora in più, proprio sui dati. Cosa è adatto lo decidi tu, l’importante è che lo metti per iscritto.
- Il manager
E se viene un controllo? Rischio la multa?
- Raffaele
Non pensare a una multa che scatta perché manca un corso. Sanzioni e controlli dipendono anche dalla legge italiana e dal caso concreto. Quello che conta è poter mostrare cosa hai fatto, e chi ha formato i suoi e l’ha messo per iscritto è nella posizione migliore.
- Il manager
A proposito di legge italiana: c’è qualcosa che devo sapere?
- Raffaele
Una cosa. La legge italiana sull’AI, del duemilaventicinque, all’articolo undici dice che se usi l’AI in modi che toccano il lavoro delle persone, le devi informare per iscritto. Per esempio se la usi per organizzare i turni o per valutare il lavoro. Se i tuoi la usano per scrivere le email, non è questo il caso.
- Il manager
E le scadenze? Ne sento una al mese.
- Raffaele
Mettiamole in ordine. Dal due agosto del duemilaventisei devi dire alle persone quando stanno parlando con un’AI, per esempio con una chat sul sito. E devi dichiarare i testi fatti con l’AI che pubblichi per informare il pubblico, se nessuno li ha rivisti prima.
- Il manager
E il marchio sui contenuti? Me ne ha parlato un fornitore.
- Raffaele
Quello è un obbligo di chi fa gli strumenti, non tuo. Chi produce strumenti che generano testi e immagini deve marcarli in un modo che i computer riconoscono. Per quelli già in commercio prima di agosto c’è tempo fino al due dicembre del duemilaventisei.
- Il manager
E il resto? Quello che fa paura?
- Raffaele
Riguarda i sistemi che la legge chiama ad alto rischio: assunzioni, credito, accesso ai servizi. Quegli obblighi arrivano il due dicembre del duemilaventisette, e per i sistemi montati dentro i prodotti il due agosto del duemilaventotto. Non è roba da lunedì.
- Il manager
Allora, lunedì cosa faccio?
- Raffaele
L’ufficio del personale apre il foglio e scrive la riga del corso. Chi l’ha organizzato recupera il programma e l’elenco di chi l’ha finito, e li mette nella stessa cartella. Ogni responsabile di ufficio segna chi usa l’AI con dati di clienti o dipendenti. E tu firmi.
- Il manager
E la legge non mi chiede altro?
- Raffaele
Non ti chiede un certificato, né un numero di ore, né di garantire quanto sa ogni persona. Ti chiede di fare qualcosa di adatto ai tuoi, e a te conviene poterlo dimostrare. E se la tua azienda aderisce a Fondirigenti, puoi chiedere a loro di finanziare l’ora in più per i dirigenti.
- Il manager
Una cosa sola, oggi?
- Raffaele
Apri il foglio della formazione e scrivi la prima riga: il corso che hai già fatto, con chi, quando e su cosa.
- Il manager
Il corso l’ho fatto, adesso lo scrivo. Una riga con chi, quando, su cosa e dove sta il materiale, e poi ci metto la firma.
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