L’errore comune
Molti hanno già fatto la cosa giusta: un corso sull’AI per tutti, spesso online e spesso di due ore. Gli attestati restano nella casella di posta di chi l’ha seguito, nessuno sa chi l’ha finito e nessuno ha scritto di cosa parlava. Così, il giorno in cui un cliente o un ente chiede come usate l’AI, la formazione c’è stata ma non si vede.
Altri, per paura, comprano un corso «certificato» o pensano di dover garantire che ognuno ne sappia abbastanza. Non serve un certificato e la legge non fissa un numero di ore. E intanto nessuno si chiede se l’AI, in azienda, tocca già i turni o le valutazioni delle persone, che è il punto dove un obbligo preciso c’è davvero.
La regola
Prima di decidere se il corso basta, fatti quattro domande, in ordine. Di quel corso cosa avete tenuto: l’elenco di chi l’ha finito, le date, il programma? Se non c’è, si comincia da lì. Il regolamento europeo sull’AI, all’articolo quattro riscritto nel luglio 2026, ti chiede di prendere misure per sostenere l’alfabetizzazione dei tuoi, e dice che non devi garantire il livello di nessuno. Un corso già fatto conta, se lo puoi mostrare. Seconda domanda: chi usa l’AI con dati di clienti o dipendenti? Per loro serve un’ora in più, sui dati.
Terza domanda: l’AI decide o controlla qualcosa sulle persone, come turni, valutazioni o assunzioni? Se sì, la legge italiana sull’AI, all’articolo undici, ti chiede di informare i lavoratori per iscritto; per le assunzioni, gli obblighi sui sistemi ad alto rischio arrivano il 2 dicembre 2027, e il 2 agosto 2028 per quelli montati dentro i prodotti. Quarta domanda: avete una chat sul sito o pubblicate testi fatti con l’AI? Dal 2 agosto 2026 chi parla con un’AI deve saperlo, e i testi pubblicati per informare il pubblico si dichiarano se nessuno li ha rivisti. Marcare i contenuti generati entro il 2 dicembre 2026 tocca a chi produce lo strumento, non a te.
La scheda per lunedì
| Chi | Cosa |
|---|---|
| L’ufficio del personale | Apre un foglio con una riga per ogni formazione sull’AI già fatta: chi, quando, su cosa, quante ore e dove sta il materiale. |
| Chi ha organizzato il corso | Recupera l’elenco di chi l’ha finito e il programma, e li salva nella cartella dove tenete i corsi sulla sicurezza. |
| Ogni responsabile di ufficio | Segna chi usa l’AI con dati di clienti o dipendenti: per loro serve un’ora in più, sui dati. |
| Chi si occupa del personale | Controlla se l’AI si usa per turni, valutazioni o selezione del personale; se sì, prepara l’informativa scritta per i lavoratori. Se avete una chat sul sito, verifica che dica che è un’AI. |
| Tu | Firmi il foglio una volta a trimestre: con la firma confermi che la formazione scritta è quella fatta davvero. |
Apri il foglio della formazione e scrivi la prima riga: il corso che hai già fatto, con chi, quando e su cosa.
Regolamento (UE) 2024/1689, art. 4 (dal 2 febbraio 2025, modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744 in vigore dal 27 luglio 2026) e art. 50 (dal 2 agosto 2026); legge 23 settembre 2025, n. 132, art. 11.
La conversazione, parola per parola
Un manager fa le domande che farebbe un direttore di PMI; Raffaele risponde. Qui il dialogo da leggere.
Leggi il dialogo
- Il manager
Sono il titolare di un’azienda di servizi, sessanta persone. In primavera ho fatto fare a tutti un corso online sull’AI, due ore a testa. Adesso sento parlare di obblighi e di controlli, e la domanda è semplice: basta?
- Raffaele
Può bastare, ma per dirtelo devo sapere tre o quattro cose di voi. La prima: di quel corso, cosa avete tenuto? L’elenco di chi l’ha finito, le date, il programma?
- Il manager
Gli attestati sono arrivati per email, a ciascuno. Il programma credo ce l’abbia ancora il fornitore. Un elenco nostro, no.
- Raffaele
Allora il corso c’è stato, ma oggi non si vede. È sparso in sessanta caselle di posta: nessuno sa chi l’ha finito, chi l’ha saltato e di cosa parlava. Ed è proprio quello che la legge ti chiede di poter mostrare. Il regolamento europeo sull’AI, all’articolo quattro, chiede a chi mette strumenti di AI in mano al personale di prendere delle misure per sostenere l’alfabetizzazione, cioè perché li usino con consapevolezza. E dice anche che non devi garantire il livello di nessuna persona. Quindi il tuo corso conta, a patto che tu lo possa dimostrare.
- Il manager
Mi serve un certificato? In tre mi hanno già proposto un corso certificato.
- Raffaele
No. La legge non prevede un certificato né un modulo, e la Commissione europea ha chiarito che bastano registrazioni interne. Ti serve un foglio con una riga per ogni formazione: chi l’ha fatta, quando, su cosa, quante ore, dove sta il materiale e chi firma.
- Il manager
E le ore? Mi dicono che due sono poche.
- Raffaele
La legge non fissa un numero di ore. Ti chiede che quello che fai tenga conto di cosa sanno le persone, dell’esperienza che hanno e di come usano lo strumento. Per questo la seconda domanda è: cosa ci fanno i tuoi, con l’AI? Scrivono e riassumono, o ci caricano dati di clienti e di dipendenti?
- Il manager
Quasi tutti scrivono lettere e riassumono documenti. In amministrazione e all’assistenza clienti, una decina, ci lavorano con i dati dei clienti.
- Raffaele
Allora per quasi tutti il corso basta, se spiegava cosa lo strumento sa fare, cosa non ci si mette dentro e come si controlla il risultato. Per quei dieci serve un’ora in più, proprio sui dati. Cosa è adatto lo decidi tu: l’importante è scriverlo. Terza domanda, ed è quella che cambia di più le cose: da voi l’AI decide o controlla qualcosa sulle persone? Turni, valutazioni, assunzioni?
- Il manager
I turni dell’assistenza li prepara un programma, e da quest’anno dentro c’è anche l’AI. Le valutazioni no, quelle le facciamo noi.
- Raffaele
Allora qui c’è un obbligo che con il corso non c’entra. La legge italiana sull’AI, del duemilaventicinque, all’articolo undici dice che se usi l’AI in modi che toccano il lavoro delle persone, come i turni, le devi informare per iscritto. Chi si occupa del personale prepara l’informativa per chi lavora all’assistenza. Se l’AI servisse solo a scrivere le email, non sarebbe questo il caso. E se un giorno la usassi per scegliere chi assumere, entreresti tra i sistemi che la legge chiama ad alto rischio: quegli obblighi arrivano il due dicembre del duemilaventisette, e il due agosto del duemilaventotto per i sistemi montati dentro i prodotti.
- Il manager
Aspetta. Ho letto che la legge è cambiata. Non è che tra sei mesi devo rifare tutto?
- Raffaele
È cambiata a luglio del duemilaventisei, ed è il testo che ti ho appena citato. Prima molti leggevano che dovevi garantire che tutti ne sapessero abbastanza; adesso è scritto che devi sostenere l’alfabetizzazione, non garantirla. Il cambio va nella tua direzione, e il foglio che apri oggi resta valido. Quarta domanda: avete una chat sul sito, o pubblicate testi fatti con l’AI?
- Il manager
Una chat per le richieste dei clienti, sì. I testi li scriviamo con l’AI, ma li rileggiamo sempre prima di pubblicarli.
- Raffaele
Allora dal due agosto del duemilaventisei chi scrive in quella chat deve sapere che sta parlando con un’AI: basta dirlo all’inizio. I testi pubblicati per informare il pubblico si dichiarano solo se nessuno li ha rivisti, e voi li rivedete. Se poi un fornitore ti parla del marchio sui contenuti generati, quello è un compito di chi produce lo strumento, con tempo fino al due dicembre del duemilaventisei per quelli già in commercio. Non è un compito tuo.
- Il manager
E se arriva un controllo? Rischio la multa?
- Raffaele
Prima di risponderti, un’ultima domanda: lavorate per enti pubblici, o per clienti che vi chiedono come usate l’AI?
- Il manager
Un paio di clienti grandi l’hanno messo nel loro questionario per i fornitori. Ho risposto che abbiamo fatto formazione a tutti.
- Raffaele
E se domani ti chiedono chi, quando e su cosa, oggi cosa gli mandi? Ecco, il foglio ti serve lì prima ancora che in un controllo. Quanto alla multa, non pensare a una sanzione che scatta perché manca un corso: sanzioni e controlli dipendono anche dalla legge italiana e dal caso concreto. Quello che conta è poter mostrare cosa hai fatto, e chi ha formato i suoi e l’ha messo per iscritto è nella posizione migliore.
- Il manager
E questo foglio dove lo tengo? Non voglio un programma nuovo.
- Raffaele
Non ti serve. Lo tieni dove tieni già i corsi sulla sicurezza: stessa cartella e stessa persona, di solito l’ufficio del personale. Chi ha organizzato il corso recupera l’elenco di chi l’ha finito e il programma. Tu firmi una volta a trimestre, per confermare che quello che c’è scritto è vero.
- Il manager
Va bene. Una cosa sola, oggi?
- Raffaele
Apri il foglio della formazione e scrivi la prima riga: il corso che hai già fatto, con chi, quando e su cosa.
- Il manager
Quindi non compro nessun corso nuovo. Prendo quello di primavera e lo scrivo: chi l’ha fatto, quando, su cosa e dove sta il materiale. Poi ci metto la mia firma.
Se vuoi, ne parliamo in venti minuti.
Una call breve per capire da quale decisione partire nel tuo caso. Senza preventivo e senza slide.
Prenota venti minutiLa versione completa, con le fonti
Per chi vuole approfondire: gli articoli da cui nasce questa decisione.