YEMPIK / STUDIOSoftware, projects and training.
Tutti gli articoli
Tipo
Tool
Argomento
Governance
Pubblicato
Lettura
sei minuti di ascolto · 6 min di lettura

Le dieci regole che firmo per l’AI in azienda

«I miei usano ChatGPT da mesi e nessuno ha mai scritto niente: cosa metto nero su bianco, e cosa faccio firmare?»

A cura di, AI Architect & Founder, Yempik
In questo articolo
Strumento 13·Le dieci regole che firmo per l’AI in azienda0:00 / 5:37
Quando serve

Quando lo usi

  • Quando scopri che in ufficio si usano tre strumenti diversi, per esempio ChatGPT, Copilot e Claude, con account personali, e nessuno sa dirti chi usa cosa.
  • Quando un cliente, un revisore o un questionario ti chiede «quali regole avete sull’uso dell’intelligenza artificiale» e la risposta onesta è «nessuna scritta».
  • Quando hai scelto lo strumento aziendale e vuoi che il divieto di usare gli altri funzioni davvero, invece di spostare l’uso sul telefono.
In riunione

Come si usa

Queste dieci regole sono una bozza fatta apposta per essere contestata. Si leggono in riunione una alla volta, e per ciascuna chi dirige dice una parola: teniamo, cambiamo, togliamo. Chi propone di cambiare dice come, e la riscrittura si fa in diretta. A fine riunione si vede quali regole vengono dalla bozza e quali dal gruppo: le seconde durano di più. Una volta firmate, diventano la Carta dell’azienda sull’AI.

Ogni regola deve superare tre prove, in quest’ordine. Si può mettere in pratica? Deve dire chi fa cosa: «i dati riservati vanno trattati con attenzione» non lo dice. Se qualcuno la viola, ce ne accorgiamo? Se no, o si trova il modo di accorgersene, o la regola diventa un semplice consiglio. Rispettarla costa meno che aggirarla? Se per venti minuti di lavoro servono tre autorizzazioni, quel lavoro finisce sul telefono personale.

Vietare tutto non è prudenza: sposta l’uso dove non lo vedi. E le regole restano dieci: se ne aggiungi una, ne togli un’altra.

Da fare

Da lunedì

ChiCosa
TuStampi le dieci regole e le metti in calendario: una riunione di due ore con i responsabili di funzione, entro due settimane.
Chi gestisce i sistemiArriva in riunione con l’elenco degli strumenti in uso oggi, compresi quelli che nessuno ha autorizzato.
Ogni responsabile di funzionePorta un esempio vero per ogni livello di informazione della sua area: pubblico, interno, riservato, segreto.
Chi si occupa di sicurezza o legaleSegna quali accordi in corso vietano il trattamento da parte di terzi.
TuA fine riunione fai firmare la versione riscritta e fissi la data della prima revisione.
Una cosa da fare oggi

Chiedi a un responsabile di funzione «chi usa cosa, da voi?» e segna se sa rispondere.

Regolamento UE 2024/1689 sull’intelligenza artificiale, art. 4: chi usa questi strumenti va formato. Regolamento UE 2016/679, art. 24: dei dati che carichi resti responsabile tu.

Ascolta o leggi

La conversazione, parola per parola

Un manager mette alla prova lo strumento come farebbe in riunione; Raffaele risponde. Qui il dialogo da leggere.

Leggi il dialogo
  1. Il manager

    Ho scoperto che in ufficio usano tre strumenti diversi: ChatGPT, Copilot e uno che non conoscevo, con account personali, da mesi. E io non ho mai scritto una riga di regole. Da dove comincio?

  2. Raffaele

    Da dieci regole già scritte. Le stampi, le porti in riunione e le fai discutere, anche contestare.

  3. Il manager

    Contestare? Io vorrei che le rispettassero.

  4. Raffaele

    Le rispettano se le hanno riscritte loro. Una regola calata dall’alto dura un mese. Una regola che il responsabile della produzione ha cambiato con le sue parole dura anni. Per questo la bozza è fatta per essere discussa.

  5. Il manager

    E come si fa questa riunione?

  6. Raffaele

    Una regola alla volta. Per ciascuna, ogni dirigente dice una parola sola: teniamo, cambiamo, togliamo. Chi dice cambiamo deve dire come, e si riscrive lì, sullo schermo. In due ore, in cinque, uscite con una Carta firmata.

  7. Il manager

    Facciamone una adesso. La prima.

  8. Raffaele

    Quattro livelli di informazione: pubblico, interno, riservato, segreto. I primi due entrano negli strumenti autorizzati. Il riservato entra solo se chi lo possiede ha controllato che nessun contratto lo vieti. Il segreto non entra mai.

  9. Il manager

    Teniamo. Mi sembra ovvia.

  10. Raffaele

    Aspetta. Fammi una prova. Il tuo ufficio commerciale riceve una specifica da un cliente con tre parametri di prestazione. Deve tradurla in inglese entro domani. Può usare lo strumento?

  11. Il manager

    È una traduzione. Direi di sì.

  12. Raffaele

    Quei tre parametri dicono cosa fa il pezzo. Sono riservati, e probabilmente coperti da un accordo. Prima di tradurli, il responsabile commerciale apre l’accordo e controlla. Se non lo fa, la regola non è ovvia: è violata.

  13. Il manager

    Va bene, ma allora la regola deve dire chi controlla. Cambiamo: aggiungiamo che risponde chi possiede l’informazione.

  14. Raffaele

    Ecco. Hai appena fatto quello che fa la riunione. Ora c’è un soggetto, e c’è qualcuno che risponde. Seconda regola: solo strumenti autorizzati, con account aziendali. Chi gestisce i sistemi tiene l’elenco, e uno strumento che non è in elenco si chiede.

  15. Il manager

    Qui ho un’obiezione vera. Se per avere uno strumento nuovo bisogna chiedere e aspettare, la gente non chiede. Usa il telefono.

  16. Raffaele

    È l’obiezione giusta, e la regola deve reggerla. Quanto ci mette oggi il tuo ufficio sistemi a rispondere?

  17. Il manager

    Quando gli va. Anche un mese.

  18. Raffaele

    Allora la regola non è rispettabile. Cambiamo: la risposta arriva entro cinque giorni lavorativi, e se non arriva vale come un no scritto, con il motivo. Adesso chi chiede sa cosa aspettarsi, e chi risponde ha una scadenza.

  19. Il manager

    E l’account personale? Se uno paga di tasca sua la versione a pagamento?

  20. Raffaele

    È vietato lo stesso. Non conta il prodotto, conta l’account. È l’account che decide dove finiscono i dati. Con quello aziendale l’azienda ha un contratto e può spegnere l’addestramento. Con quello personale non ha niente.

  21. Il manager

    Chiaro. Terza.

  22. Raffaele

    Niente entra in una decisione senza verifica. Prima che un contenuto prodotto con l’AI finisca in una decisione, in un documento o in una comunicazione verso l’esterno, una persona lo confronta con la fonte: risale al dato e controlla che il numero coincida.

  23. Il manager

    Questa la togliamo. È troppo. Se devo verificare tutto, tanto vale farlo a mano.

  24. Raffaele

    Guarda bene cosa dice. Non tutto: quello che entra in una decisione. Un riassunto che leggi e butti, nessuna verifica. Una previsione di vendita che porti in consiglio, sì. Perché quella, se è sbagliata, la difendi tu.

  25. Il manager

    E chi la fa questa verifica?

  26. Raffaele

    Chi userà il contenuto, più una seconda persona per tutto quello che esce dalla funzione. Il commerciale che manda un’offerta non la verifica da solo.

  27. Il manager

    Allora teniamo, ma voglio scritto che vale per le decisioni, non per le bozze.

  28. Raffaele

    È già scritto così. Ma se lo riscrivi con le tue parole, meglio. Ora ti dico la regola che passa sempre senza discussione, e ti dico perché.

  29. Il manager

    Quale?

  30. Raffaele

    La numero otto: quando si sbaglia, si dice subito. Chi si accorge di aver caricato una cosa che non doveva entrare, lo dice entro la giornata. Chi lo segnala non rischia niente. Chi tace, sì.

  31. Il manager

    E perché passa sempre?

  32. Raffaele

    Perché in ogni azienda c’è già stato il caso. Un capitolato tradotto dal telefono, un foglio con i margini caricato per riordinarlo. Nessuno l’ha detto, e il dirigente l’ha scoperto per caso mesi dopo. Quando lo racconti in riunione, tutti sanno di quale episodio parli.

  33. Il manager

    E se invece lo scopro e lo punisco?

  34. Raffaele

    Il prossimo non te lo dice. La regola serve a sapere, non a punire. Se la regola violata non era rispettabile, cambi la regola, non la persona.

  35. Il manager

    Dieci regole. Perché non venti? Ci sono altri casi.

  36. Raffaele

    Perché venti non le legge nessuno. Se in riunione ne aggiungete una, ne togliete una. Avere un limite vi obbliga a scegliere quelle che contano.

  37. Il manager

    E poi? Le firmiamo e ce le dimentichiamo.

  38. Raffaele

    La numero nove lo impedisce. La Carta si rivede ogni sei mesi, in una riunione già in calendario, con il nome di chi la convoca. E quando una regola viene violata più di una volta, ci si chiede perché non si riesce a rispettarla, non come imporla.

  39. Il manager

    Lunedì mattina. Cosa faccio?

  40. Raffaele

    Stampi le dieci regole e fissi la riunione entro due settimane. Chi gestisce i sistemi porta l’elenco degli strumenti in uso, anche quelli mai autorizzati. Ogni responsabile porta un esempio vero per ciascun livello di informazione della sua area. A fine riunione si firma, e si scrive la data della prima revisione.

  41. Il manager

    E oggi, una cosa sola.

  42. Raffaele

    Chiama un responsabile di funzione e chiedigli: chi usa cosa, da voi? Segna se sa rispondere. Se non lo sa, hai appena trovato il motivo per cui la Carta serve.

  43. Il manager

    Quindi non scrivo io le regole di notte. Porto una bozza, la faccio riscrivere a loro, e poi la firmano. E oggi comincio con una domanda a un responsabile.

Se vuoi, ne parliamo in venti minuti.

Una call breve per capire da quale strumento partire nel tuo caso. Senza preventivo e senza slide.

Prenota venti minuti
Da dove viene

Gli articoli da cui nasce