L’errore comune
Quasi tutti partono dal lavoro che dà più fastidio, quello di cui si lamentano tutti in riunione, e spesso sono le risposte ai clienti. Ma ognuno le scrive a modo suo, e il fastidio ti dice dove la gente fa fatica, non da dove conviene partire.
Intanto il candidato giusto resta nascosto: trenta ordini al giorno che arrivano per email e che una persona ricopia a mano nel gestionale, dieci minuti l’uno. Fanno cinque ore al giorno, e nessuno te lo segnala. E quando lo trovi, il secondo errore è comprare subito il programma: se le regole stanno nella testa di una persona sola, il programma sbaglia come il sostituto quando lei è in ferie.
La regola
Prima guarda dove va davvero il tempo. Poi, per ogni candidato, fatti quattro domande in ordine, con un voto da uno a tre. Quanto pesa su fatturato, costi o rischi? Quante volte si ripete? È uguale per tutti, o ognuno lo fa a modo suo? Fa coda, cioè il lavoro si accumula davanti a quel passaggio? Da nove su dodici in su hai trovato da dove partire; tra sei e otto lo confronti con gli altri; sotto sei, automatizzarlo costa più di quanto rende. A parità di voto parti da quello che fa coda, perché migliorare un passaggio che non è il collo di bottiglia non cambia il risultato.
Poi chiedi: se lo fa un’altra persona, viene uguale? Se no, prima si scrive lo standard e lo si prova a mano per qualche settimana, con quello che avete già: un foglio di regole, e al massimo ChatGPT, Copilot o Claude su venti casi veri. Così capisci cosa funziona, cosa manca e dove si sbaglia ancora, e con quelle risposte chiedi l’automazione su misura. Se le regole cambiano ogni mese, o le richieste sono poche, lascia perdere per ora. E se l’obiettivo è solo dire che usate l’AI, parti invece da un numero da migliorare: tempo, errori o costo.
La scheda per lunedì
| Chi | Cosa |
|---|---|
| Ogni responsabile di ufficio | Per cinque giorni annota i lavori che il suo ufficio ripete ogni giorno, anche quelli da pochi minuti. |
| Tu | Togli dalla lista i lavori che capitano poche volte al giorno e metti da parte quelli con regole che cambiano ogni mese. |
| Tu con chi fa quei lavori | Date ai due o tre candidati rimasti un voto da uno a tre su quanto pesa, quante volte, uguale per tutti, fa coda; e chiedete dove si accumula il lavoro. |
| La persona che fa il lavoro che vince | Scrive su un foglio le regole che applica a memoria, e un collega le usa per una settimana: ogni domanda che deve fare aggiorna il foglio. |
| Tu | Con il foglio provato e le risposte su cosa funziona e cosa manca, decidi se e come automatizzare. |
Scegli due lavori del tuo ufficio e dai a ciascuno un voto da uno a tre sulle quattro domande.
La conversazione, parola per parola
Un manager fa le domande che farebbe un direttore di PMI; Raffaele risponde. Qui il dialogo da leggere.
Leggi il dialogo
- Il manager
Ho un’azienda che produce arredi su misura, una quarantina di persone. Tutti mi dicono di partire dal servizio clienti, con l’AI. Io però non voglio buttare soldi. Da quale lavoro comincio?
- Raffaele
Prima di risponderti: perché proprio il servizio clienti? Chi te l’ha detto?
- Il manager
Il consulente del gestionale. E poi in riunione si lamentano tutti delle risposte ai clienti: troppe email, troppo tempo.
- Raffaele
Il fastidio ti dice dove la gente fa fatica, non da dove conviene partire. Ti faccio un’altra domanda. Se passassi una settimana nei tuoi uffici, dove vedrei qualcuno fare la stessa cosa tante volte al giorno, sempre uguale?
- Il manager
Gli ordini, direi. I rivenditori ce li mandano per email, in PDF, e Lucia li ricopia nel gestionale.
- Raffaele
Quanti al giorno, e quanto ci mette per ciascuno?
- Il manager
Una trentina. Dieci minuti l’uno, forse.
- Raffaele
Fanno cinque ore al giorno, quasi una persona intera. E nessuno te l’ha segnalato.
- Il manager
Perché Lucia non si lamenta. Lo fa da anni, e se le chiedi come va ti dice che ormai lo fa a occhi chiusi.
- Raffaele
Appunto: quello che si fa senza pensarci, nessuno lo nomina. E se chiedi «che processi avete?», ti raccontano il manuale, non la giornata vera. Adesso mettiamo i due candidati uno accanto all’altro con quattro domande, e a ogni risposta un voto da uno a tre. Prima domanda: quanto pesa su fatturato, costi o rischi? Un ordine ricopiato male cosa ti costa?
- Il manager
Un mobile fatto con la misura sbagliata. Succede, e costa caro.
- Raffaele
Allora tre. Seconda: quante volte si ripete? Trenta al giorno, tre anche qui. Terza: è sempre uguale, o ognuno lo fa a modo suo?
- Il manager
Lo fa Lucia, e sempre uguale. Quando è in ferie lo fa Marco, e lì cominciano i guai.
- Raffaele
Tienilo a mente, ci torniamo. Quarta: fa coda? Il lavoro si accumula davanti a quel passaggio?
- Il manager
Eccome. Il lunedì la produzione aspetta gli ordini del fine settimana fino a mezzogiorno.
- Raffaele
Allora è il tuo collo di bottiglia: la produzione va alla velocità di quel passaggio, e puoi accelerare tutto il resto senza che cambi niente. Da nove su dodici in su hai trovato da dove partire; tra sei e otto lo confronti con gli altri; sotto sei, automatizzarlo costa più di quanto rende. Adesso le risposte ai clienti.
- Il manager
Pesano tanto, il cliente è il cliente: tre. Sono tante al giorno: tre.
- Raffaele
E sono uguali per tutti?
- Il manager
No, ognuno risponde a modo suo. Uno. E coda non ne fanno, si risponde in giornata. Uno.
- Raffaele
Otto. Un candidato possibile, ma non il primo. E quell’uno ti dice una cosa precisa: se automatizzi un lavoro fatto in modo confuso, ottieni gli stessi errori più in fretta. Lì il primo passo è mettervi d’accordo su come si risponde alle domande che tornano sempre.
- Il manager
Va bene, gli ordini. Allora compro il programma che legge i PDF e li mette nel gestionale?
- Raffaele
Non ancora. Torniamo a Marco: quando li fa lui, cosa va storto?
- Il manager
Non sa che certi rivenditori scrivono le misure in pollici, o che alcuni codici vecchi vanno convertiti. Lucia lo sa a memoria.
- Raffaele
Allora non è uguale per tutti: è uguale per Lucia. Sulla terza domanda ti scendo a due, e fa undici: resta il primo, ma le regole stanno nella sua testa. Se lo automatizzi adesso, il programma sbaglia come sbaglia Marco. Quindi il primo mese lo provi a mano. Lucia scrive su un foglio le regole che applica: i pollici, i codici vecchi, i rivenditori con le loro eccezioni. Marco fa gli ordini per una settimana usando solo quel foglio, e ogni volta che deve chiedere a Lucia, il foglio si aggiorna.
- Il manager
Mi sembra di tornare indietro. Io volevo l’AI, non un foglio di carta. E poi Lucia ha già abbastanza da fare.
- Raffaele
Lucia ci mette un paio d’ore, non di più, e sono le ore che le fanno smettere di ricevere telefonate quando è in ferie. E intanto stai scrivendo quello che chiederai a chi te lo automatizza. Puoi anche provare subito con quello che avete: date a ChatGPT, Copilot o Claude il foglio delle regole e un PDF, e guardate se tira fuori le righe giuste. Su venti ordini veri capisci cosa funziona, cosa manca e dove sbaglia ancora. Con quelle risposte il passo su misura costa meno e sbaglia meno.
- Il manager
E se le regole non si riescono a scrivere? Se cambiano ogni mese?
- Raffaele
Allora lascia perdere, per ora: un lavoro che cambia ogni mese va rifatto ogni mese, e la spesa non rientra. Lo stesso se gli ordini fossero cinque al giorno: basta una lista di controllo. E se l’obiettivo fosse solo dire in giro che usi l’AI, meglio non spendere: parti da un numero da migliorare, tempo, errori o costo.
- Il manager
E se due lavori prendono lo stesso voto?
- Raffaele
Parti da quello che fa coda. Lo riconosci così: il lavoro si accumula appena prima di lui, bisogna sollecitarlo di continuo, e quando rallenta lui rallenta tutto quello che viene dopo.
- Il manager
I miei penseranno che voglio controllarli.
- Raffaele
Diglielo chiaro: guardi i lavori, non le persone. E i voti li date insieme a chi quel lavoro lo fa. Scommetto che Lucia sarà la prima a dirti che non vuole più ricopiare PDF.
- Il manager
Oggi cosa faccio?
- Raffaele
Una cosa sola. Scegli due lavori del tuo ufficio e dai a ciascuno un voto da uno a tre sulle quattro domande.
- Il manager
Oggi metto uno accanto all’altro gli ordini dei rivenditori e le risposte ai clienti, con un voto da uno a tre su quanto pesa, quante volte, se è uguale per tutti e se fa coda. E quello che vince, prima lo facciamo a mano con un foglio di regole.
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