L’errore comune
Quasi tutti partono dalle licenze: le compri per tutto l’ufficio perché non vuoi restare indietro, e fai bene. Ma nessuno decide su quali attività usarle. Dopo un anno le persone dicono che è utile, e nessuno sa dire quale lavoro è diventato più veloce. Il fatto che siano contente non vuol dire che il lavoro sia migliorato.
Il problema non è giustificare la spesa, perché la fai comunque. È che senza numeri vai alla cieca: non sai a quale ufficio dare altre licenze, quale uso estendere, se un problema dipende dallo strumento o dal modo di usarlo. E una licenza pagata e mai aperta vale zero. Mettiamo invece che il servizio clienti scelga una sola attività, rispondere alle richieste di assistenza, e prima di partire misuri quanto ci mette: quaranta minuti di lavoro per richiesta. Se dopo tre mesi scende a venti e le risposte da rifare non aumentano, sa dove aggiungere licenze e quale uso portare in un altro ufficio.
La regola
Investi comunque, e misuri per sapere dove indirizzare la spesa. Il numero che deve cambiare lo fissi prima, su una sola attività: meno tempo, lavoro fatto meglio, oppure cose che oggi non riesci a fare. Misuri com’è oggi, prima di partire. Poi lasci circa una pratica su dieci al metodo di oggi e confronti i risultati nello stesso periodo. Senza questo confronto non misuri l’AI: misuri l’andamento dell’azienda e ne dai il merito all’AI.
Il tempo risparmiato vale solo se la qualità resta almeno uguale, e la qualità si vede da quante volte il lavoro va rifatto. Il costo vero non è la licenza: è la licenza più il tempo delle persone, la formazione e chi tiene in ordine i documenti. Nei primi tre mesi guardi se lo strumento viene usato e se tempi ed errori scendono; il conto in euro si fa dopo, quando l’uso è stabile. A quel punto decidono i numeri: dove il tempo scende aggiungi licenze ed estendi l’uso; dove l’uso è stabile e il numero resta fermo, cambi il modo di lavorare o lo strumento.
La scheda per lunedì
| Chi | Cosa |
|---|---|
| L’amministrazione | Conta quante delle licenze pagate sono state aperte almeno una volta nell’ultimo mese. |
| Il responsabile dell’ufficio | Misura quanto tempo richiede oggi l’attività scelta e quante volte il lavoro va rifatto, e ripete la stessa misura ogni mese. |
| Il responsabile dell’ufficio | Lascia circa una pratica su dieci al metodo di oggi, così c’è un termine di confronto. |
| L’amministrazione | Somma il costo vero: licenze, ore di formazione, tempo di chi tiene in ordine i documenti. |
| Tu | Ogni tre mesi guardi i numeri e decidi dove spostare licenze e dove aggiungerne. |
Scegli una sola attività e scrivi quale numero deve cambiare.
La conversazione, parola per parola
Un manager fa le domande che farebbe un direttore di PMI; Raffaele risponde. Qui il dialogo da leggere.
Leggi il dialogo
- Il manager
Un anno fa ho dato ChatGPT a tutto l’ufficio. Lo usano, dicono che è comodo, ma il fatturato è fermo lì. E sia chiaro, non smetto di pagarlo: non voglio restare indietro.
- Raffaele
E fai bene. Non ti dirò di tagliare, ti dirò di misurare. Non per giustificare la spesa, ma per decidere dove indirizzarla.
- Il manager
In che senso? La spesa è quella che è.
- Raffaele
Ti faccio una domanda. Se domani ti chiedessi quale lavoro è diventato più veloce, e in quale ufficio, cosa mi risponderesti?
- Il manager
… Che le persone dicono che gli è utile.
- Raffaele
Ecco, è quello che succede quasi a tutti: si comprano le licenze prima di decidere su quali attività usarle, e dopo un anno si sa solo che la gente è contenta.
- Il manager
Ma se sono contenti qualcosa vorrà dire. Non sono mica bugiardi.
- Raffaele
No, non lo sono. Però quella frase ti dice che sono contenti, non che il lavoro è migliorato. E senza un numero vai alla cieca: non sai a quale ufficio dare altre licenze, non sai quale uso estendere a tutti, e quando qualcosa non va non sai se il problema è lo strumento o il modo in cui lo usate.
- Il manager
Detta così, sembra che io abbia buttato via i soldi.
- Raffaele
No, li hai spesi senza una direzione. … Parti da una cosa semplice: quante di quelle licenze vengono aperte ogni giorno?
- Il manager
Non lo so. Direi… la metà?
- Raffaele
Allora vedila così: una licenza pagata e mai aperta vale zero. Non la togli per risparmiare, la sposti dove serve. Ma per spostarla devi sapere dove serve.
- Il manager
E come faccio a saperlo? Il mio ufficio fa cento cose.
- Raffaele
Ne scegli una sola, quella dove il tempo pesa di più.
- Il manager
Tipo? Dammi un caso concreto, perché detto così è troppo astratto.
- Raffaele
Prendi il servizio clienti. Sceglie una sola attività, rispondere alle richieste di assistenza, e prima di partire misura quanto ci mette. Mettiamo quaranta minuti di lavoro, in media, per ogni richiesta.
- Il manager
Quaranta minuti per una risposta?
- Raffaele
Sì, perché bisogna capire il problema, cercare lo storico del cliente, controllare il contratto e scrivere la risposta. Mettiamo che usino lo strumento solo su quello, e che dopo tre mesi ci mettano… venti.
- Il manager
Sì, ma questo è un ufficio immaginario. Nel mio che garanzie ho?
- Raffaele
Nessuna, e non te ne do. Il punto è un altro: quel numero lo conosci solo perché hai misurato prima di partire. Senza quella misura avresti anche tu solo un «ci sembra più veloce». Con la misura, sai dove mettere le prossime licenze.
- Il manager
Io però non posso misurare tutto. Non ho una persona che fa solo quello.
- Raffaele
E infatti non devi. Bastano pochi numeri, sempre gli stessi, guardati ogni mese, e per partire ne basta uno. Chiediti: su quell’attività voglio metterci meno tempo, farla meglio, o riuscire a fare cose che oggi non faccio?
- Il manager
Meno tempo. È quello che mi manca.
- Raffaele
Va bene, allora il numero è il tempo. Ma a una condizione: la qualità deve restare almeno uguale.
- Il manager
Uguale a cosa? Da noi la qualità non l’ha mai misurata nessuno.
- Raffaele
Uguale a com’è oggi. Se la risposta adesso richiede venti minuti, ma un cliente su tre riscrive perché non ha capito, non hai risparmiato niente, hai solo spostato il lavoro più avanti. Il tempo risparmiato a scapito della qualità è un debito che paghi dopo.
- Il manager
E la qualità come la misuro? A occhio?
- Raffaele
No, conti quante volte il lavoro va rifatto: le risposte da correggere prima dell’invio, le richieste che il cliente riapre. Prima e dopo, e basta quello.
- Il manager
Capito. Ma come faccio a sapere che è merito dell’AI? Magari in quel trimestre c’erano meno richieste, o era arrivato uno bravo.
- Raffaele
Questa è la domanda giusta, e le risposte sono due. La misura di partenza la prendi prima di cominciare, non dopo. E più o meno una richiesta su dieci la lasci al metodo di oggi, così poi confronti, nello stesso periodo.
- Il manager
Una su dieci fatta alla vecchia maniera… non è tempo buttato?
- Raffaele
È il prezzo per sapere come stanno davvero le cose. Senza quel confronto non stai misurando l’AI: stai misurando l’andamento dell’azienda, e ne dai il merito all’AI.
- Il manager
E i costi? La licenza la conosco, è in fattura.
- Raffaele
Quello è il prezzo, il costo vero è un’altra cosa. È la licenza, più il tempo delle persone, più la formazione, più chi tiene in ordine i documenti che lo strumento deve leggere. E nelle prime settimane si va più piano, perché si sta imparando.
- Il manager
Quindi spendo più di quanto penso.
- Raffaele
Quasi sempre, ed è meglio saperlo, perché è con quel costo che confronti il tempo guadagnato. Se guardi solo la fattura, ti racconti un guadagno che non c’è.
- Il manager
E quanto devo aspettare prima di decidere qualcosa?
- Raffaele
Nei primi tre mesi guardi due cose: se lo usano davvero, e se tempi ed errori scendono. Il conto in euro lo fai dopo, quando l’uso è stabile. Giudicarlo in euro dopo tre mesi è come pesare una pianta una settimana dopo averla seminata.
- Il manager
E poi, con questi numeri, cosa ci faccio?
- Raffaele
Decidi. Dove il tempo scende e la qualità tiene, aggiungi licenze e porti lo stesso uso in un altro ufficio. Dove le licenze restano chiuse, le sposti. Dove l’uso è stabile da mesi e il numero non si muove, rivedi il modo di lavorare, e se il problema è lo strumento, lo cambi. Con i numeri in mano, non a sensazione.
- Il manager
Io però lo strumento l’ho dato a tutti in un colpo solo. Ho sbagliato anche lì?
- Raffaele
Si poteva fare meglio. Non nel dare l’accesso a tutti, quello va bene: nel non scegliere subito un’attività da misurare, con un responsabile che lo usa per primo e davanti agli altri. Se chi guida non lo usa, il gruppo capisce che non conta davvero.
- Il manager
Io, a dire la verità, lo uso poco.
- Raffaele
Succede a molti. Ma è proprio da lì che si comincia.
- Il manager
Va bene. Se dovessi fare una cosa sola, da dove parto?
- Raffaele
Parti oggi, da qui: scegli una sola attività e scrivi quale numero deve cambiare.
- Il manager
Quindi prendo una cosa sola, per esempio le risposte ai clienti, e scrivo su un foglio il numero che voglio veder cambiare. Poi saranno quei numeri a dirmi dove mettere i soldi.
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