Cosa dice la legge e cosa mi basta fare
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«Devo fare un corso obbligatorio a tutti, o rischio una multa?»
L’errore comune
Quasi tutti fanno una di due cose. Alcuni ignorano la questione: «è roba da grandi aziende». Ma l’obbligo vale dal 2 febbraio 2025, senza soglie di fatturato o di dipendenti. Se i tuoi usano ChatGPT per scrivere email o tradurre, ti riguarda già. Se invece in azienda l’AI non la usa nessuno, non sei fuori regola: la formazione è preparazione.
Altri si spaventano e comprano per tutti un corso «certificato», per paura di una multa. Fanno fare le stesse ore a chi traduce una email e a chi lavora sui dati dei clienti. Poi non scrivono da nessuna parte chi ha fatto cosa. Eppure non c’è una multa che scatta da sola se manca il corso. Sanzioni e controlli dipendono anche dalla legge italiana e dal caso concreto. E bastano registrazioni interne: chi, quando, su cosa.
La regola
Se dai strumenti di AI ai tuoi, il regolamento europeo sull’AI ti chiede che ne sappiano abbastanza. Non serve un certificato, e la legge non fissa un numero di ore. Conta cosa sa ogni persona, che esperienza ha e come usa lo strumento. Ti bastano tre cose, senza consulenti: sapere quali strumenti girano, chi controlla prima che qualcosa esca, chi hai formato.
Dal 2 agosto 2026 devi dire quando si parla con un’AI. E devi dichiarare i contenuti fatti con l’AI che pubblichi per informare il pubblico, se nessuno li ha rivisti. Gli obblighi sui sistemi ad alto rischio, come assunzioni e credito, sono rinviati al 2 dicembre 2027. Per quelli montati dentro i prodotti, al 2 agosto 2028. Non riguardano lunedì.
Cosa fare lunedì
- TuScrivi una pagina di regole: quali strumenti si usano, quali dati non ci entrano, chi rilegge prima che un testo arrivi a un cliente.
- Chi gestisce gli abbonamenti o l’ITFa l’elenco degli strumenti AI in uso, con chi li usa e per cosa.
- Ogni responsabile di ufficioSegna, per ogni uso, se una persona controlla prima che il risultato esca dall’azienda.
- L’ufficio del personaleApre un foglio con nome, data e argomento di ogni formazione sull’AI, anche di un’ora e interna.
- Chi gestisce il sito o il servizio clientiControlla dove un cliente parla con un’AI senza saperlo, e quali testi per il pubblico escono senza che nessuno li rilegga.
Una cosa da fare oggi
Apri un foglio con tre colonne, chi, quando e su cosa, e scrivi la prima riga.
Ascolta la conversazione
Circa sette minuti. Un manager fa le domande che farebbe un direttore di PMI; Raffaele risponde.
La registrazione arriva a breve. Intanto il dialogo si legge qui sotto.
Leggi il dialogo
- Il manager
Il manager: Ti faccio una domanda secca. Mi hanno detto che per legge devo fare un corso sull’AI a tutti, e che se non lo faccio rischio una multa. È vero? E cosa mi basta fare, davvero?
- Raffaele
Raffaele: Ti rispondo in due parti. Cosa dice la legge. E cosa ti basta avere in mano. La seconda è più corta di quanto pensi.
- Il manager
Il manager: Parti dalla prima.
- Raffaele
Raffaele: Il regolamento europeo sull’AI ha un articolo, il quattro. Dice questo. Se metti strumenti di AI a disposizione del personale, chi li usa deve saperne abbastanza. Lo chiamano alfabetizzazione. È tutto lì.
- Il manager
Il manager: Ma nessuno me l’ha mai chiesto. Se fosse un obbligo vero, lo saprei.
- Raffaele
Raffaele: È un obbligo vero, dal febbraio duemilaventicinque. Solo che quasi nessuno l’ha applicato. Tutti parlano del due agosto, e intanto questo c’è già.
- Il manager
Il manager: Ma io sono una piccola azienda. Queste cose non sono per i grandi gruppi?
- Raffaele
Raffaele: No. Non c’è una soglia di fatturato o di dipendenti sotto cui non vale. Basta che i tuoi usino ChatGPT al lavoro, anche solo per scrivere email o tradurre un testo. Ti riguarda.
- Il manager
Il manager: Allora mi hanno detto giusto. Devo certificare tutti.
- Raffaele
Raffaele: No. Qui c’è l’errore più comune, e ha due facce. … La prima è chi ignora tutto: «è roba da grandi». Poi un cliente chiede come usate l’AI, e lui non sa cosa rispondere.
- Il manager
Il manager: E la seconda?
- Raffaele
Raffaele: Chi si spaventa e compra per tutti un corso «certificato». Spende. Fa fare le stesse ore a chi traduce una email e a chi lavora sui dati dei clienti. E alla fine non ha scritto da nessuna parte chi ha fatto cosa. Ha pagato, e non ha niente da mostrare.
- Il manager
Il manager: Aspetta. Quindi il certificato non serve?
- Raffaele
Raffaele: Non serve. La Commissione europea l’ha chiarito: nessun certificato, nessun ufficio apposito. Bastano registrazioni interne di cosa hai fatto. Chi, quando, su cosa.
- Il manager
Il manager: E le ore? Quante ore devo far fare a ciascuno?
- Raffaele
Raffaele: La legge non fissa un numero di ore. L’articolo è stato ritoccato a luglio del duemilaventisei, e adesso lo dice ancora più chiaro. Le misure devono essere adatte a quello che le persone sanno, all’esperienza che hanno e a come usano lo strumento. Non un livello uguale per tutti.
- Il manager
Il manager: Fammi capire. Il mio contabile e chi in segreteria traduce le email non fanno lo stesso corso?
- Raffaele
Raffaele: Esatto. Chi usa ChatGPT per sistemare una lettera deve sapere cosa lo strumento sa fare. Poi cosa non deve metterci dentro, e come si controlla il risultato. Chi ci carica i dati dei clienti ha bisogno di più. Decidi tu cosa è adeguato. L’importante è che lo scrivi.
- Il manager
Il manager: Va bene. Ma se viene un controllo? Cosa succede?
- Raffaele
Raffaele: Ti dico come stanno le cose, senza spaventarti. Non pensare a una multa che scatta da sola perché manca un corso. Sanzioni e controlli dipendono anche dalla legge italiana e dal caso concreto. Quello che conta è poter mostrare cosa hai fatto. Chi ha fatto le cose e le ha scritte è nella posizione migliore.
- Il manager
Il manager: E se da noi l’AI non la usa ancora nessuno? Quindi non devo fare niente?
- Raffaele
Raffaele: Se nessuno la usa, non sei fuori regola. Non c’è niente in corso. La formazione, per te, è preparazione. Ma controlla bene: di solito qualcuno ChatGPT lo usa già, anche se nessuno te l’ha detto.
- Il manager
Il manager: Però sento parlare di scadenze tutti i giorni. Il due agosto, le multe, il panico…
- Raffaele
Raffaele: Mettiamo in ordine le date. Il due agosto duemilaventisei sono scattati gli obblighi di trasparenza. Due cose. Devi dire alle persone quando parlano con un’AI, per esempio con una chat sul sito. E devi dichiarare i contenuti fatti con l’AI che pubblichi per informare il pubblico, quando nessuno li ha rivisti prima.
- Il manager
Il manager: E il resto? Quello che fa paura?
- Raffaele
Raffaele: Il resto riguarda i sistemi che la legge chiama ad alto rischio. Assunzioni, credito, accesso ai servizi. Quegli obblighi sono rinviati al due dicembre duemilaventisette. Per i sistemi montati dentro i prodotti, al due agosto duemilaventotto. Gran parte dell’allarme che senti riguarda il duemilaventisette. Non riguarda lunedì.
- Il manager
Il manager: Ok. E in pratica? Cosa mi basta fare?
- Raffaele
Raffaele: Facciamo un esempio. Un’azienda di sessanta persone. Venti usano ChatGPT per le email e per le traduzioni. Un giorno un cliente importante, o un ente, chiede: «Come usate l’AI?». Cosa deve avere in mano?
- Il manager
Il manager: Ho già pagato un corso online a tutti. Non basta?
- Raffaele
Raffaele: Il corso aiuta, ma da solo non risponde a quel cliente. Servono tre fogli. Il primo è una pagina di regole. Dice quali strumenti si usano e quali dati non ci entrano. E, per ogni uso, chi controlla prima che qualcosa esca. Poi l’elenco degli strumenti AI in uso, con chi li usa e per cosa. E un foglio con chi ha fatto quale formazione, e quando. Il tuo corso online va lì, come prima riga.
- Il manager
Il manager: E se il cliente vuole un certificato?
- Raffaele
Raffaele: Gli mostri questi tre fogli. La legge non chiede un certificato. Chiede che chi usa l’AI sappia usarla, e tu con quei fogli lo dimostri. Nessuna di queste cose richiede un consulente.
- Il manager
Il manager: E chi me lo tiene, questo foglio della formazione? Io non ho tempo.
- Raffaele
Raffaele: Chi tiene già le presenze e i corsi sulla sicurezza. L’ufficio del personale, o la segreteria. Nome, data, argomento. Una riga per ogni formazione, anche un’ora fatta in casa.
- Il manager
Il manager: E la pagina di regole?
- Raffaele
Raffaele: Quella la scrivi tu, o il responsabile di ogni ufficio. Una pagina, non un manuale. Poi la fai leggere a chi usa gli strumenti, e anche questo lo segni nel foglio.
- Il manager
Il manager: Quindi, se ho capito: non devo certificare nessuno. Devo poter dimostrare cosa ho fatto.
- Raffaele
Raffaele: Esatto. Allora una cosa sola, oggi. Apri un foglio con tre colonne, chi, quando e su cosa, e scrivi la prima riga. E se la tua azienda aderisce a Fondirigenti, puoi chiedere lì di finanziare la formazione dei dirigenti.
- Il manager
Il manager: Un foglio, tre colonne: chi, quando, su cosa. Oggi ci metto la prima riga. Il corso certificato non mi serve.
Da dove viene
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