Cosa devo dire ai miei entro una settimana?
Decisione 11 di 12due minuti da leggereaudio in arrivo
«I miei usano l’AI ognuno a modo suo: cosa gli dico, e in che ordine, entro venerdì?»
L’errore comune
Quasi tutti fanno una di due cose. O non dicono niente, e ognuno si arrangia con il suo account personale. Oppure mandano una mail che vieta l’AI a tutti.
In tutti e due i casi l’uso continua, ma non lo vedi più. Un giorno scopri che un foglio con costi, margini e nomi dei clienti è finito in uno strumento gratuito. Qualcuno voleva solo riordinarlo. Oppure che un preventivo da novemila euro è uscito senza una riga di costo da milleduecento. Nessuno l’aveva confrontato con il foglio dei costi.
La regola
Ai tuoi servono cinque frasi, non un regolamento. Da oggi si usano solo gli strumenti scelti dall’azienda, con l’account aziendale: chi non ce l’ha lo chiede. Per il lavoro l’account personale non si usa, nemmeno per lo stesso programma. Prima di caricare un documento, ci si chiede se contiene dati di clienti, dipendenti o informazioni riservate per contratto. Se sì, non entra. Ciò che l’AI scrive o calcola non esce dall’azienda, né entra in una decisione, senza confronto con la fonte. Prezzi, offerte, date di consegna e decisioni sulle persone le firma una persona. Chi ha caricato qualcosa che non doveva lo dice in giornata: segnalare non ha conseguenze, tacere sì.
Dal tuo lato ne servono quattro. Nomini tu un responsabile per ogni strumento che tocca dati delicati. Ogni responsabile di ufficio sa chi usa cosa. Nessuno usa uno strumento su cui non è stato formato. Chi chiede «posso usare questo?» ha una risposta entro un tempo che dichiari tu. L’obiettivo a sei mesi: chi ne ha bisogno ha l’account aziendale e la formazione. Così tutti usano solo quello. Non serve spiegare come funziona l’AI, né citare sanzioni. Una regola funziona se un nuovo assunto la applica giusta al primo tentativo. E se qualcuno nota quando non viene rispettata.
Cosa fare lunedì
- TuManda la pillola a tutti e fissa quindici minuti in riunione per le domande.
- TuNomina un responsabile per ogni strumento che tocca dati delicati.
- TuDecidi entro quanti giorni rispondi a «posso usare questo?» e dillo in riunione.
- Ogni responsabile di ufficioScrive su un foglio chi usa quale strumento, e con quale account.
- Chi gestisce i computerAttiva l’account aziendale, con la formazione, per chi usa già l’AI.
Una cosa da fare oggi
Da oggi, prima di caricare un documento, chiediti se contiene dati di clienti o dipendenti: se sì, non lo carichi.
Ascolta la conversazione
Circa cinque minuti, una voce sola: si può mandare così com’è a tutto il personale.
La registrazione arriva a breve. Intanto il dialogo si legge qui sotto.
Leggi il dialogo
Raffaele: Il vostro responsabile vi ha mandato questi cinque minuti perché da oggi queste regole valgono anche qui.
Sono Raffaele, aiuto le aziende a usare l’AI senza farsi male.
Alla fine saprete cosa potete fare con l’AI da oggi, e cosa no.
Parto da una cosa che vi deve tranquillizzare: qui l’AI non è vietata.
Vietarla non servirebbe a niente. La gente la userebbe lo stesso, di nascosto, e nessuno saprebbe più cosa succede.
Ecco cosa vale da oggi. Chi ha già l’account aziendale, e la formazione, lo usa: per scrivere una mail più chiara, riassumere un verbale, sistemare un testo.
Chi non ce l’ha lo chiede al suo responsabile. Intanto, per il lavoro, non usa il suo account personale.
… Prima vi racconto due scene. Succedono in tante aziende, e quasi sempre in buona fede.
Un collega ha un foglio con costi, margini e nomi dei clienti. È disordinato.
Lo carica in uno strumento gratuito, dal suo account personale, solo per riordinarlo. Dieci minuti risparmiati.
Ma adesso quel foglio sta in un posto che l’azienda non controlla. E da lì l’azienda non può più farlo cancellare.
L’altra scena. Un preventivo da novemila euro, preparato con l’AI. Lo strumento salta una riga di costo: milleduecento euro.
Nessuno lo confronta con il foglio dei costi. Il preventivo parte, il cliente firma, e quei soldi l’azienda li ha persi.
Nessuno dei due voleva fare danni. Mancava una regola. Eccole, sono cinque.
… Prima regola. Si usano gli strumenti che ha scelto l’azienda, con l’account aziendale.
Vale anche quando il programma è lo stesso. Se a casa usate ChatGPT o Copilot con il vostro account personale, per il lavoro quell’account non lo usate.
Il programma è uguale, ma è l’account a decidere dove finiscono i dati. Quello aziendale lo controlla l’azienda. Quello personale no.
Seconda regola. Prima di caricare un documento, o di scrivere un testo, fatevi una domanda.
Contiene dati di clienti? Di dipendenti? Informazioni che l’azienda ha promesso, per contratto, di tenere riservate?
Se la risposta è sì, quel documento non entra. Nemmeno per un minuto, nemmeno per riordinarlo.
Se la risposta è no, andate tranquilli. Una mail senza nomi, una procedura interna, un testo da rendere più chiaro: quelli vanno bene.
Nel dubbio, non entra: chiedete al vostro responsabile.
Terza regola. Tutto quello che l’AI scrive o calcola, prima di uscire dall’azienda o di finire in una decisione, va controllato.
Lo controlla chi l’ha preparato. Prima di mandarlo, lo confronta con la fonte: il listino, il foglio dei costi, il contratto. Non basta rileggere.
Nel preventivo di prima bastava mettere il foglio dei costi accanto e contare le righe. Due minuti.
Vale per una mail a un cliente, per un numero portato in riunione, per un preventivo.
Quarta regola. Prezzi, offerte, date di consegna e decisioni sulle persone le firma una persona.
Lo strumento prepara. Non decide.
… Quinta regola, ed è la più importante.
Se vi accorgete di aver caricato o usato qualcosa che non dovevate, lo dite in giornata al vostro responsabile.
Segnalare non ha conseguenze. Tacere sì.
Un errore detto subito si sistema. Un errore scoperto dopo tre mesi, molto meno.
… Poi ci sono tre cose che l’azienda fa per voi.
Ogni responsabile sa chi, nel suo ufficio, usa quale strumento. Non per controllarvi: per sapere chi aiutare.
Nessuno usa uno strumento su cui non è stato formato. La formazione ve la dà l’azienda, insieme all’account.
E se trovate uno strumento nuovo che vi sembra utile, chiedetelo al vostro responsabile, con una frase semplice: posso usare questo?
La risposta arriva entro un tempo preciso, e il vostro responsabile vi dice quale.
Chiedere è sempre meglio che arrangiarsi. Nessuno vi guarderà storto per una domanda.
L’obiettivo è chiaro: entro sei mesi, chi ne ha bisogno ha l’account aziendale e la formazione. Così tutti usano solo quello.
Non è una stretta. È il modo per usarla di più, e più tranquilli.
… Se oggi vi ricordate una sola cosa, ricordate questa.
Da oggi, prima di caricare un documento, chiedetevi se contiene dati di clienti o dipendenti: se sì, non lo caricate.
Da dove viene
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