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Da quale ufficio parto con l’AI?

«Prima di spendere soldi in AI, come faccio a capire quale ufficio è pronto e quale no?»

A cura di, AI Architect & Co-Founder, Yempik
In questo articolo
Decisione 03·Da quale ufficio parto con l’AI?0:00 / 6:08
Cosa succede

L’errore comune

Quasi tutti scelgono da dove partire guardando chi chiede l’AI con più insistenza, oppure la danno a tutti lo stesso giorno. Dopo tre mesi la usano per riscrivere le email. Non perché lo strumento sia scarso, ma perché non ha niente di vostro da leggere, e quando trova un «dipende» che nessuno ha scritto si ferma, oppure decide a caso.

Il fatto è che ogni ufficio è a un punto diverso. Gli acquisti vivono nelle chat del buyer, che sa a memoria quale fornitore consegna in ritardo. L’ufficio tecnico ha il server pieno di specifiche, ognuna in quattro versioni. L’amministrazione ha contratti e scadenze in ordine, e una persona che ne risponde. Lo stesso strumento, qui, dà risultati opposti.

La decisione

La regola

Uno strumento vale quanto quello che riesce a leggere, quindi la diagnosi si fa ufficio per ufficio, con le stesse domande in ordine. Quando serve un’informazione, cosa succede: la si chiede a chi se la ricorda, e se è in ferie si aspetta? È la scena «Nella testa e nelle chat». I file ci sono, ma chi decide quale versione vale? Se nessuno, è «Scritto ma fermo». Le cose importanti stanno in un posto solo, su file vostri, e una persona le aggiorna? Allora è «In ordine e vostro». Le ultime due scene, «Si aggiorna e risponde» e «Lavora da solo», per ora lasciale stare. Di solito quasi tutte le aree stanno nelle prime due: è il punto di partenza normale.

Poi, per ogni area, la domanda che decide: quello che chiedono all’AI, lo strumento dove lo andrebbe a leggere? Se la risposta è «nelle chat di qualcuno», quell’area riceve solo la chat aziendale che avete già, più una procedura scritta in una pagina, dove ogni «dipende» diventa «se succede questo, fai quello». Usandola per qualche mese scopre cosa le serve, cosa manca e cosa non funziona, e il passo su misura arriverà con quelle risposte. L’archivio che l’AI sa leggere si costruisce prima nell’area che lavora già su documenti in ordine. Il primo passo non si compra.

Da fare

La scheda per lunedì

ChiCosa
TuScrivi su un foglio le sei o sette aree dell’azienda.
Il responsabile di ogni areaRisponde a una domanda: quando serve un’informazione, da chi o da dove la prendete? Poi sceglie la scena che gli somiglia, senza abbellirla.
TuAlle aree nelle prime due scene dai solo la chat di AI aziendale che avete già, e chiedi una procedura scritta in una pagina.
Chi fa il lavoro ogni giornoScrive o detta quella pagina: chi fa cosa, in che ordine, cosa si controlla, e ogni «dipende» nella forma «se succede questo, fai quello».
TuScegli una sola area che lavora già su documenti in ordine, parti da lì con l’archivio e dici a tutti che chi lo tiene in ordine ne risponde.
Una cosa da fare oggi

Scrivi su un foglio le aree della tua azienda e, accanto a ognuna, la scena delle cinque che le somiglia di più.

Ascolta o leggi

La conversazione, parola per parola

Un manager fa le domande che farebbe un direttore di PMI; Raffaele risponde. Qui il dialogo da leggere.

Leggi il dialogo
  1. Il manager

    Dirigo le operazioni di un’azienda con sei o sette uffici, e tutti mi chiedono l’AI. Non posso partire ovunque insieme. Da quale ufficio comincio?

  2. Raffaele

    Prima di risponderti ti chiedo una cosa. Uno strumento di AI aziendale ce l’avete già? E se sì, cosa ci fanno le persone, in pratica?

  3. Il manager

    Copilot, l’abbiamo dato a tutti l’anno scorso. Ci scrivono le email, riassumono le riunioni, qualche traduzione.

  4. Raffaele

    Questo è un dato utile, non una delusione. Lo strumento fa quello che può con quello che trova: se non c’è niente di vostro da leggere, scrive email. Quindi la domanda non è quale ufficio è più entusiasta, ma quale ha qualcosa di scritto da fargli leggere. Partiamo dagli acquisti. Quando serve sapere quale fornitore consegna in ritardo, cosa succede?

  5. Il manager

    Si chiede a Franco, il buyer. Lo sa a memoria. Sta tutto nelle sue chat con i fornitori.

  6. Raffaele

    E se Franco è in ferie?

  7. Il manager

    Si aspetta. Oppure si telefona al fornitore e si spera.

  8. Raffaele

    Allora gli acquisti stanno nella prima di cinque scene che uso per la diagnosi. La chiamo «Nella testa e nelle chat»: per sapere una cosa si chiede a chi se la ricorda. Ufficio tecnico: se ti serve la specifica valida di un progetto chiuso, la trovi?

  9. Il manager

    La trovo, il server è pieno. Il guaio è che ce ne sono quattro versioni. «Definitivo», «definitivo due», «definitivo vero».

  10. Raffaele

    E chi decide quale vale?

  11. Il manager

    Nessuno, in pratica. Si chiede al progettista che l’ha fatta, se c’è ancora.

  12. Raffaele

    Seconda scena: «Scritto ma fermo». I file ci sono, ma nessuno li aggiorna e nessuno sa quale versione vale. E l’amministrazione? Se ti serve la scadenza di un contratto, a chi la chiedi?

  13. Il manager

    A nessuno, la apro. È tutto nella cartella dei contratti, e la responsabile ci tiene come a un figlio. Se cambia qualcosa, la aggiorna lei.

  14. Raffaele

    Questa è la terza scena, «In ordine e vostro»: le cose importanti stanno in un posto solo, su file vostri, e una persona ne risponde. Ce ne sono altre due, «Si aggiorna e risponde» e «Lavora da solo», dove l’archivio risponde citando la fonte e si tiene aggiornato quasi da sé. Per ora lasciale stare. Di solito la maggior parte delle aree sta nelle prime due, e non è un giudizio: è il punto di partenza normale.

  15. Il manager

    Quindi parto dall’amministrazione. Ma sono quelli che si lamentano meno. Gli acquisti mi tirano per la giacca ogni settimana.

  16. Raffaele

    E quello che chiedono gli acquisti, lo strumento dove lo andrebbe a leggere?

  17. Il manager

    … Nelle chat di Franco, immagino.

  18. Raffaele

    Appunto. Uno strumento vale quanto quello che riesce a leggere. Se lo metti sugli acquisti oggi, trova un «dipende» che nessuno ha scritto e si ferma, oppure decide a caso. E fra un mese mi dici che l’AI non funziona. In amministrazione, invece, trova documenti in ordine e una persona che dice quale versione vale. È lì che l’archivio che l’AI sa leggere si mette in piedi per primo.

  19. Il manager

    E agli acquisti cosa dico? Aspettate il vostro turno?

  20. Raffaele

    No. Agli acquisti e all’ufficio tecnico dai la chat aziendale che avete già, per scrivere, riassumere, tradurre. E chiedi una cosa sola in più: una procedura scritta in una pagina. Chi fa cosa, in che ordine, cosa si controlla, e ogni «dipende» scritto come «se succede questo, fai quello».

  21. Il manager

    Franco non scrive manuali. Mi ride in faccia.

  22. Raffaele

    Non ti chiedo un manuale. Pensa a una regola come questa: «se un fornitore ritarda più di sette giorni, si chiama il secondo della lista e si avvisa il capo commessa». Quante regole così ha in testa Franco, a occhio?

  23. Il manager

    Una ventina, forse. Le ripete sempre uguali.

  24. Raffaele

    Allora sono venti righe, e le può dettare a voce nella chat e poi rileggerle. Per l’ufficio tecnico la pagina dice come si chiude una revisione e quale versione diventa quella valida: già così la cartella dei quattro «definitivo» smette di crescere. E c’è un vantaggio che non si vede subito. Usando la chat per qualche mese, scoprono cosa gli piace, cosa manca e cosa non funziona. Quando toccherà a loro, il passo su misura lo fai con quelle risposte in mano, non al buio.

  25. Il manager

    Aspetta. La mia responsabile amministrativa, che è la più brava, si ritrova anche l’archivio sulle spalle. Mi dirà che la punisco perché lavora bene.

  26. Raffaele

    Cosa le chiederesti di fare, in concreto, che non faccia già?

  27. Il manager

    … Decidere cosa entra e quale versione vale. Che è quello che fa.

  28. Raffaele

    Esatto. Diglielo tu, prima che glielo dica qualcun altro, e di’ agli altri uffici che il suo ordine è il modello da seguire.

  29. Il manager

    E quanto mi costa tutto questo? Il budget dell’anno prossimo lo chiudo a novembre.

  30. Raffaele

    Il primo passo non si compra. Elencare gli uffici, scegliere la scena, scrivere una pagina: sono ore di persone, non licenze. Chi ti propone un software come primo passo ti vende il passo sbagliato.

  31. Il manager

    Ti dico la verità: due anni fa abbiamo fatto un progetto di digitalizzazione. Cartelle nuove, un programma per i documenti. Non si è mosso niente. Perché stavolta dovrebbe andare diversamente?

  32. Raffaele

    Com’era organizzato? Uguale per tutti gli uffici, o ufficio per ufficio?

  33. Il manager

    Uguale per tutti. Ce l’ha installato il fornitore in un mese.

  34. Raffaele

    E chi ne rispondeva, area per area?

  35. Il manager

    Nessuno, a dire il vero.

  36. Raffaele

    Ecco perché. Una cartella che nessuno aggiorna ti dà una falsa sicurezza: sembra che il sapere ci sia, e lo strumento non ci trova niente di utile. Stavolta non rifai tutto. Guardi a che punto è ogni ufficio, e a ognuno dai il passo che può reggere, con un nome accanto.

  37. Il manager

    E il personale? Anche lì me la chiedono.

  38. Raffaele

    Stessa domanda: chi arriva il primo giorno, le risposte dove le trova?

  39. Il manager

    Le chiede ai colleghi. I contratti sono in ordine, ma il resto gira in chat.

  40. Raffaele

    Allora il personale sta in basso: chat aziendale, e una pagina su cosa riceve chi arriva, e da chi.

  41. Il manager

    In pratica, oggi cosa faccio?

  42. Raffaele

    Una cosa sola. Scrivi su un foglio le aree della tua azienda e, accanto a ognuna, la scena delle cinque che le somiglia di più.

  43. Il manager

    Quindi prendo un foglio, scrivo acquisti, ufficio tecnico, amministrazione, personale e gli altri, e accanto a ognuno la sua scena. Dove trovo «In ordine e vostro» so da dove partire; agli altri do la chat e chiedo una pagina.

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