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Mi serve un company brain, o basta una cartella in ordine?

«Le risposte migliori del mio ufficio stanno nella testa di due persone: mi serve un company brain, o basta mettere in ordine le cartelle?»

A cura di, AI Architect & Co-Founder, Yempik
In questo articolo
Decisione 02·Mi serve un company brain, o basta una cartella in ordine?0:00 / 5:09
Cosa succede

L’errore comune

Quando le risposte migliori stanno nella testa di due persone, la prima reazione è comprare qualcosa: un software che «impara da soli i nostri documenti», o un progetto su misura. Si parte grandi, prima di aver capito cosa serve davvero e cosa non funziona nel modo in cui l’ufficio lavora oggi.

La seconda reazione è l’opposto: caricare tutto l’archivio dentro ChatGPT, Copilot o Claude e sperare. Le risposte arrivano sicure e senza fonte, nessuno sa da quale documento vengono, e dopo un mese ci si fida meno di prima.

La decisione

La regola

Un company brain è l’archivio dell’azienda scritto in modo che l’AI lo sappia leggere: file tuoi, leggibili, che porti via quando vuoi, con dentro anche il perché delle scelte, non solo i documenti. Ti serve se due cose sono vere insieme: lo stesso tipo di documento torna spesso, e oggi la risposta dipende da chi se la ricorda. Se esce due volte l’anno, basta una cartella in ordine.

Non si parte dal su misura. Si parte dallo strumento che hai già: un solo tipo di documento, dieci casi chiusi, ognuno con una nota di tre righe, esito e perché, caricati nello spazio condiviso del gruppo. Una regola sola: se la risposta non cita il documento da cui viene, non la usi. In un mese scopri tre cose che nessun preventivo ti dice: cosa piace alle persone, cosa vorrebbero che facesse, cosa non funziona. Con quelle tre risposte in mano ha senso il passo dopo: una valutazione dell’archivio, due sedute per tirare fuori quello che sta nelle teste, e un archivio costruito su misura che qualunque strumento sa leggere. Prima, sarebbe un progetto al buio.

Da fare

La scheda per lunedì

ChiCosa
tuScegli un solo tipo di documento: quello che torna più spesso e per cui oggi si chiede a una persona. Non il più importante, il più frequente.
chi conosce quei documentiSceglie dieci casi chiusi, metà andati bene e metà no, e per ciascuno racconta in tre righe com’è finita e perché. Non scrive: sceglie, racconta e rilegge.
il responsabile dell’ufficioMette i dieci casi con le note nello spazio condiviso dello strumento che l’azienda usa già, e dice a tutti la regola: risposta senza documento citato, risposta da buttare.
il gruppoPer un mese usa l’archivio sul lavoro vero e annota tre cose: cosa piace, cosa manca, cosa non funziona. Quel foglio vale più di qualunque demo.
tuA fine mese decidi con i fatti in mano: basta una cartella in ordine, oppure si passa alla valutazione dell’archivio e all’archivio su misura.
Una cosa da fare oggi

Chiedi a chi risponde più spesso «come abbiamo fatto l’ultima volta?» quante volte gliel’hanno chiesto questa settimana, e scrivi il numero.

I documenti con dati di clienti o dipendenti restano soggetti al GDPR anche dentro uno spazio condiviso: chi vede cosa lo decidono i permessi, non lo strumento.

Ascolta o leggi

La conversazione, parola per parola

Un manager fa le domande che farebbe un direttore di PMI; Raffaele risponde. Qui il dialogo da leggere.

Leggi il dialogo
  1. Il manager

    Sono il titolare di una società di ingegneria, una sessantina di persone. Le risposte migliori del mio ufficio tecnico stanno nella testa di due persone. Mi hanno parlato di company brain. Mi serve, o mi basta mettere in ordine le cartelle?

  2. Raffaele

    Dipende da due cose, e te le chiedo subito. Qual è il documento che torna più spesso, quello per cui oggi qualcuno va a chiedere «come abbiamo fatto l’ultima volta?»

  3. Il manager

    Le specifiche tecniche dei progetti. Ne facciamo tre o quattro al mese, e ogni volta si riparte quasi da capo.

  4. Raffaele

    E quando serve la risposta, cosa succede in pratica?

  5. Il manager

    Si va da Paolo o da Marta. Se sono in ferie, si aspetta. Se se ne vanno, non lo voglio nemmeno pensare.

  6. Raffaele

    Allora le due cose sono vere insieme: il documento torna spesso, e la risposta dipende da chi se la ricorda. Un company brain ti serve. Ma prima ti dico cos’è, perché il nome fa pensare a una cosa più grossa di quella che è.

  7. Il manager

    Dimmelo, perché a me hanno fatto vedere delle presentazioni che non ho capito.

  8. Raffaele

    È l’archivio della tua azienda scritto in modo che l’AI lo sappia leggere. File tuoi, leggibili anche da una persona, che ti porti via quando vuoi. Con dentro una cosa in più rispetto alla cartella: il perché. Non solo la specifica, ma perché in quel progetto avete scelto quella soluzione, e com’è andata.

  9. Il manager

    Ma una cartella condivisa ce l’abbiamo già, con quindici anni di progetti dentro.

  10. Raffaele

    E quante volte, quando serve il perché di una scelta, la apre qualcuno? La cartella conserva, non risponde. Il company brain risponde, e ti dice da quale documento viene la risposta. La differenza è tutta lì, e si sente la prima volta che Paolo è in ferie.

  11. Il manager

    Va bene. E quanto mi costa farlo?

  12. Raffaele

    Non te lo dico ancora, e non per fare il misterioso. Terza domanda: avete già uno strumento di AI aziendale, ChatGPT, Copilot o Claude?

  13. Il manager

    Copilot, con Microsoft. Lo usano in pochi.

  14. Raffaele

    Allora si comincia da lì, e ti spiego perché. Prendi un solo tipo di documento, le specifiche. Fai scegliere a Paolo dieci progetti chiusi, cinque andati bene e cinque no. Per ciascuno lui non scrive: racconta a voce, in tre righe, com’è finita e perché. Le mettete nello spazio condiviso dell’ufficio tecnico, cioè la cartella comune dentro lo strumento, e da lì fate le domande. Con una regola sola: se la risposta non cita il documento da cui viene, non la usate.

  15. Il manager

    Perché così severo? Se la risposta è giusta, è giusta.

  16. Raffaele

    Perché non lo sai, se è giusta. Lo strumento risponde con la stessa sicurezza quando cita un vostro progetto e quando inventa. È già successo a una delle grandi società di consulenza: un rapporto pagato da un governo con riferimenti inventati dall’AI, e hanno dovuto rimborsare una parte del compenso. La fonte citata è l’unico modo che ha Marta di controllare in dieci secondi.

  17. Il manager

    D’accordo. Ma questo è un giochino con dieci file. Il company brain vero dov’è?

  18. Raffaele

    Il giochino è il passaggio che quasi tutti saltano, e poi pagano. In un mese scopri tre cose che nessun preventivo ti può dire. Cosa piace alle persone: magari il riassunto della specifica vecchia in due minuti. Cosa vorrebbero che facesse e non fa: trovare il perché di una scelta, non solo il documento. E cosa non funziona: le risposte senza fonte, il materiale che manca, chi non aggiorna. Quelle tre risposte sono il capitolato del tuo company brain.

  19. Il manager

    E chi la tiene in ordine, questa roba, dopo il mese?

  20. Raffaele

    Una persona con nome e cognome, dentro l’ufficio tecnico. Ogni progetto chiuso entra con la sua nota, e la nota entra solo quando lei l’ha approvata. Senza quel nome l’archivio muore in tre mesi, e non è colpa dello strumento: è che nessuno lo stava aspettando.

  21. Il manager

    E a quel punto?

  22. Raffaele

    A quel punto vieni da me con un foglio scritto dalle tue persone, non con una sensazione. Si fa una valutazione dell’archivio, due minuti di domande per capire a che punto siete. Poi due sedute di un’ora con Paolo e Marta, registrate, per tirare fuori quello che hanno in testa e metterlo per iscritto. E da lì si costruisce l’archivio su misura, fatto per essere letto da qualunque strumento, Copilot oggi e un altro domani. E il prezzo, a quel punto, te lo dico su cose vere: quanti documenti, quante persone, cosa deve saper fare. Prima di quel mese sarebbe un progetto al buio, e i progetti al buio costano il doppio.

  23. Il manager

    Paolo ha sessant’anni e non scrive una riga. Come lo convinco?

  24. Raffaele

    Non gli chiedere di scrivere. Gli chiedi di scegliere i dieci casi, di raccontare il perché a voce e di rileggere la nota che qualcun altro, o lo strumento, ha messo giù. Il suo nome resta sulla nota. Di solito chi non vuole scrivere vuole eccome essere quello che sa.

  25. Il manager

    E se dopo il mese scopro che mi basta la cartella in ordine?

  26. Raffaele

    Hai risparmiato un progetto, e hai comunque dieci specifiche con il loro perché che prima non avevi. Non è un fallimento, è la risposta alla tua domanda di oggi.

  27. Il manager

    In pratica, oggi, cosa faccio?

  28. Raffaele

    Una cosa sola. Chiedi a Paolo quante volte questa settimana gli hanno chiesto «come abbiamo fatto l’ultima volta?», e scrivi il numero.

  29. Il manager

    Quindi prima conto quante volte si va a bussare da Paolo, poi provo con Copilot su dieci progetti, e solo dopo parliamo di un archivio su misura.

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