L’errore comune
Quasi tutti fanno una di queste due cose. O non dicono niente, e ognuno si arrangia con il suo account personale, oppure mandano una mail che vieta l’AI a tutti. Il divieto non funziona: più della metà delle persone dice che userebbe comunque strumenti non approvati.
In tutti e due i casi l’AI si continua a usare, solo che tu non lo vedi più. Un giorno scopri che un foglio con costi, margini e nomi dei clienti è finito in uno strumento gratuito, perché qualcuno voleva solo riordinarlo. Oppure che è partito un preventivo da novemila euro senza una voce di costo da milleduecento, perché nessuno l’aveva confrontato con il foglio dei costi.
La regola
Ai tuoi non serve un regolamento, bastano sei frasi. Si usa lo strumento scelto dall’azienda, che sia ChatGPT, Copilot o Claude, con l’account aziendale: se c’è già, da oggi si usa quello; se arriva più avanti, fino a quel giorno nessun dato aziendale va su account personali. Prima di caricare un documento ci si chiede se contiene dati di clienti o dipendenti, o informazioni riservate per contratto: se sì, non si carica. Quello che l’AI scrive o calcola non esce dall’azienda, e non entra in una decisione, finché qualcuno non l’ha confrontato con la fonte. Prezzi, offerte, date di consegna e decisioni sulle persone le firma una persona. Nella libreria condivisa, cioè lo spazio dove salvate le istruzioni che funzionano, si mette solo quello che ha dato buoni risultati, con il nome di chi l’ha approvato, e mai dati di clienti, dati personali o password. Chi ha caricato qualcosa che non doveva lo dice in giornata: chi segnala non rischia niente, chi tace sì.
Dal canto tuo, se lo strumento deve ancora arrivare, mandi il messaggio insieme alla data. Nomini un responsabile per ogni strumento che tocca dati delicati. Ogni responsabile di ufficio sa chi usa cosa. Nessuno usa uno strumento senza essere stato formato. E chi chiede «posso usare questo?» riceve una risposta entro un tempo che fissi tu. Non serve spiegare come funziona l’AI, né citare sanzioni. Una regola funziona se un nuovo assunto la applica giusta al primo colpo.
La scheda per lunedì
| Chi | Cosa |
|---|---|
| tu | Manda il messaggio a tutti, con la data di arrivo dello strumento se non c’è ancora, e fissa quindici minuti in riunione per le domande. |
| tu | Nomina un responsabile per ogni strumento che tocca dati delicati, e uno che tiene in ordine la libreria condivisa. |
| tu | Decidi entro quanti giorni rispondi a «posso usare questo?» e dillo in riunione. |
| ogni responsabile di ufficio | Scrive su un foglio chi usa quale strumento, e con quale account. |
| chi gestisce i computer | Attiva l’account aziendale e la formazione per chi usa già l’AI, e imposta chi può vedere e modificare la libreria condivisa. |
Da oggi, prima di caricare un documento, chiediti se contiene dati di clienti o dipendenti: se sì, non lo carichi.
AI Act (Regolamento UE 2024/1689), art. 4, modificato dal Regolamento UE 2026/1744: l’azienda sostiene l’alfabetizzazione di chi usa l’AI.
La conversazione, parola per parola
Una voce sola, cinque minuti: si può mandare così com’è a tutto il personale.
Leggi il dialogo
- Raffaele
Il vostro responsabile vi ha mandato questo messaggio di cinque minuti perché da oggi, in azienda, valgono alcune regole sull’AI.
- Raffaele
Sono Raffaele, e aiuto le aziende a usare l’AI senza farsi male.
- Raffaele
Alla fine saprete cosa potete fare con l’AI da oggi, e cosa no.
- Raffaele
Comincio da una cosa che vi deve tranquillizzare: qui l’AI non è vietata. Anzi, l’azienda vuole che la usiate, con poche regole chiare.
- Raffaele
… Prima però vi racconto due scene. Succedono in tante aziende, e quasi sempre in buona fede.
- Raffaele
Un collega ha un foglio disordinato con costi, margini e nomi dei clienti.
- Raffaele
Lo carica in uno strumento gratuito, con il suo account personale, solo per metterlo in ordine. Risparmia dieci minuti.
- Raffaele
Ma adesso quel foglio sta in un posto che l’azienda non controlla, e da lì l’azienda non lo può più far cancellare.
- Raffaele
L’altra scena è un preventivo da novemila euro preparato con l’AI. Lo strumento salta una voce di costo da milleduecento euro.
- Raffaele
Nessuno lo confronta con il foglio dei costi. Il preventivo parte, il cliente firma, e quei soldi l’azienda li ha persi.
- Raffaele
Nessuno dei due voleva fare danni: mancava una regola. Ecco le regole, sono sei.
- Raffaele
… Prima regola: si usa lo strumento scelto dall’azienda, con l’account aziendale.
- Raffaele
Se da voi lo strumento c’è già, da oggi si usa quello, e solo quello.
- Raffaele
Se invece arriva più avanti, il vostro responsabile vi dirà il giorno. Fino ad allora, niente dati dell’azienda su un account personale: nessun documento, nessun nome, nessun numero.
- Raffaele
Vale anche quando il programma è lo stesso. Se a casa usate ChatGPT, Copilot o Claude con il vostro account, per lavoro quell’account non lo usate. Il programma è lo stesso, ma le regole no: sull’account aziendale decide l’azienda, su quello personale no.
- Raffaele
Seconda regola. Prima di caricare un documento, o di incollare un testo, fatevi una domanda.
- Raffaele
Contiene dati di clienti o di dipendenti? O informazioni che l’azienda si è impegnata, per contratto, a tenere riservate?
- Raffaele
Se la risposta è sì, quel documento non si carica. Nemmeno per un minuto, nemmeno per riordinarlo.
- Raffaele
Se è no, andate tranquilli: una mail senza nomi, una procedura interna, un testo da rendere più chiaro vanno benissimo.
- Raffaele
Nel dubbio non si carica, e chiedete al vostro responsabile.
- Raffaele
Terza regola. Tutto quello che l’AI scrive o calcola va controllato prima che esca dall’azienda o che finisca in una decisione.
- Raffaele
Lo controlla chi l’ha preparato, confrontandolo con la fonte: il listino, il foglio dei costi, il contratto. Rileggerlo non basta.
- Raffaele
Nel preventivo di prima bastava mettere accanto il foglio dei costi e contare le voci: due minuti.
- Raffaele
Quarta regola. Prezzi, offerte, date di consegna e decisioni che riguardano le persone le firma sempre una persona.
- Raffaele
Lo strumento prepara, ma non decide.
- Raffaele
Quinta regola, se da voi c’è una libreria condivisa: è lo spazio dove si salvano le istruzioni che funzionano, così nessuno riparte da zero.
- Raffaele
Ci salvate un’istruzione quando ha dato un buon risultato e il vostro responsabile l’ha approvata, e accanto scrivete il nome di chi l’ha approvata.
- Raffaele
E lì dentro non incollate mai dati di clienti, dati personali o password, perché la libreria la vedono in tanti: quello che ci mettete lo vedono tutti.
- Raffaele
… Sesta regola, ed è la più importante.
- Raffaele
Se vi accorgete di aver caricato o usato qualcosa che non dovevate, ditelo in giornata al vostro responsabile.
- Raffaele
Chi lo segnala non rischia niente. Il problema vero è stare zitti, perché così un errore piccolo diventa grande.
- Raffaele
Un errore detto subito si sistema. Un errore scoperto dopo tre mesi, molto meno.
- Raffaele
… Poi ci sono tre cose che l’azienda fa per voi.
- Raffaele
Ogni responsabile sa chi, nel suo ufficio, usa quale strumento. Non per controllarvi, ma per sapere chi aiutare.
- Raffaele
Nessuno usa uno strumento su cui non è stato formato. Se vi manca la formazione, chiedetela: è un vostro diritto, non un favore.
- Raffaele
E se trovate uno strumento nuovo che vi sembra utile, chiedete al vostro responsabile se potete usarlo. Vi risponde entro pochi giorni, e vi dice subito entro quanti.
- Raffaele
Chiedere è sempre meglio che arrangiarsi, e nessuno vi guarderà storto per una domanda.
- Raffaele
Queste regole non servono a stringere i controlli. Servono a usare l’AI di più, e con più tranquillità.
- Raffaele
… Se oggi vi ricordate una cosa sola, ricordate questa.
- Raffaele
Da oggi, prima di caricare un documento, chiedetevi se contiene dati di clienti o dipendenti: se sì, non lo caricate.
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