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Patent Box e software: guida per chi decide l’investimento

Il Nuovo Patent Box permette a un’impresa di dedurre, oltre alla deduzione ordinaria, un ulteriore 110% dei costi sostenuti per creare o migliorare un software di cui detiene i diritti. Non è un contributo e non riguarda tutta la spesa: riguarda le attività di ricerca, sviluppo e innovazione che si possono dimostrare. Questa guida spiega il meccanismo, le cinque verifiche da fare prima di contarci e quale approfondimento leggere per ogni domanda.

A cura di, AI Architect & Co-Founder, Yempik
In questo articolo
In sintesi
  • Il Nuovo Patent Box (art. 6 del D.L. 146/2021) maggiora del 110% i costi di ricerca, sviluppo, innovazione tecnologica e design legati a software protetto da diritto d’autore, brevetti, disegni e modelli che l’impresa usa nella propria attività. La maggiorazione vale ai fini IRES e IRAP.
  • Con IRES al 24% e IRAP al 3,9% il minore carico di imposte vale il 30,69% dei soli costi che soddisfano i requisiti, e solo se l’impresa ha reddito da ridurre.
  • Per un software sviluppato da un fornitore contano diritti, direzione tecnica, rischio di insuccesso e documenti. Un contratto in cui il fornitore garantisce il risultato, in linea di principio, non dà accesso al beneficio.
  • Il progetto deve reggere anche senza agevolazione. La quota agevolabile emerge dall’analisi delle attività con il commercialista, non dalla presenza dell’intelligenza artificiale.
Dalla spesa del progetto al risparmio d’impostaUna banda che rappresenta la spesa attraversa cinque soglie numerate: il bene, l’investitore, le attività, i costi e le prove. A ogni soglia si restringe; ciò che resta è la base qualificata, che moltiplicata per il 110% e per le aliquote produce un piccolo blocco: il risparmio.12345
  1. 1Il bene

    software protetto, diritti all’impresa

  2. 2L’investitore

    costi, rischio e direzione all’impresa

  3. 3Le attività

    ricerca, innovazione o design

  4. 4I costi

    quota riferibile, anno giusto

  5. 5Le prove

    documenti che reggono un controllo

Fig. 01Dalla spesa al risparmio: cinque verifiche restringono la base. Illustrazione, proporzioni non in scala.

Che cosa fa, in concreto

Il costo di sviluppo di un software è già deducibile. Il Patent Box aggiunge una seconda deduzione, pari al 110% dei costi che hanno i requisiti. Su 10.000 euro di costi qualificati il reddito imponibile scende di altri 11.000 euro; con IRES al 24% e IRAP al 3,9% le imposte scendono di 3.069 euro. La regola è nell’art. 6 del D.L. 146/2021, le istruzioni operative nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 febbraio 2022 e nella circolare 5/E del 2023.

Il regime si chiama «nuovo» perché ha sostituito, dal 2021, il vecchio Patent Box, che detassava una parte dei redditi prodotti dai beni immateriali e richiedeva calcoli complessi o un accordo preventivo con l’Agenzia (ruling). Le pagine che parlano di «redditi agevolati» o di marchi descrivono quel regime, oppure il Patent Box britannico, che funziona in modo diverso. Oggi i marchi e il know-how sono esclusi.

Possono scegliere il regime le imprese con reddito d’impresa: società di capitali, società di persone, imprenditori individuali, stabili organizzazioni di soggetti esteri residenti in Paesi con cui c’è scambio di informazioni. Sono escluse le imprese che determinano il reddito in modo forfettario e quelle in liquidazione o in procedure non finalizzate a continuare l’attività. La scelta si comunica nella dichiarazione dei redditi, dura cinque periodi d’imposta, è irrevocabile e rinnovabile; per un nuovo bene serve una nuova opzione.

Le cinque verifiche prima di contarci

Tra la spesa approvata in consiglio e il risparmio in dichiarazione ci sono cinque domande. Ognuna può ridurre la base, e l’ultima decide se il risultato regge a un controllo. Conviene farle in quest’ordine, perché una risposta negativa alle prime rende inutili le successive.

  • Il bene. Esiste un software originale, protetto dalla legge sul diritto d’autore, che l’impresa usa nella propria attività? L’impresa ne ha il diritto allo sfruttamento economico, come titolare o con una licenza che glielo attribuisce? Approfondimento: comprare o far sviluppare un software.
  • L’investitore. L’impresa sostiene i costi senza riaddebitarli ad altri, assume il rischio delle attività e ne usa i risultati? Se il lavoro è affidato a terzi, lo dirige con proprio personale e il contratto mette a suo carico il rischio di insuccesso? Approfondimento: prima di firmare un contratto di sviluppo.
  • Le attività. Il lavoro rientra nella ricerca industriale, nello sviluppo sperimentale, nell’innovazione tecnologica o nel design come li definisce il D.M. 26 maggio 2020? Approfondimento: quando un progetto di AI è ricerca e sviluppo.
  • I costi. Quali spese, di quale anno, per quale quota riferibile alle attività? Approfondimento: quanto vale davvero il Patent Box e il simulatore.
  • Le prove. Esistono documenti che collegano persone, ore, fatture, attività e software, e che qualcuno potrà firmare? Approfondimento: quali documenti raccogliere mentre si sviluppa.

Chi fa che cosa

Il Patent Box coinvolge tre parti con responsabilità diverse, e molti problemi nascono quando una si aspetta che sia l’altra a occuparsene. L’impresa decide se e come investire, dirige le attività, sostiene il rischio, esercita l’opzione e firma la documentazione. Il fornitore esegue il lavoro affidato, ne tiene traccia e, quando le attività sono commissionate, redige la relazione tecnica che il suo legale rappresentante firma. Il commercialista, con il supporto tecnico necessario, verifica requisiti, perimetro dei costi, periodo d’imposta, cumuli con altre agevolazioni, e porta la maggiorazione in dichiarazione.

Impresa

Prima della firma
Decide se il progetto serve anche senza agevolazione; nomina chi fa le scelte tecniche.
Durante il lavoro
Dirige, approva i passaggi di fase, registra le ore del proprio personale.
In dichiarazione
Esercita l’opzione; il legale rappresentante firma la documentazione con marca temporale.

Fornitore

Prima della firma
Separa nel preventivo le fasi incerte da quelle note; chiarisce diritti e componenti di terzi.
Durante il lavoro
Tiene registro di prove, esiti, versioni e decisioni; fattura per fase.
In dichiarazione
Redige la relazione tecnica sulle attività commissionate, firmata dal suo legale rappresentante.

Commercialista

Prima della firma
Verifica requisiti dell’impresa, perimetro dei costi, anno e altre agevolazioni.
Durante il lavoro
Imposta il criterio di ripartizione dei costi promiscui e il calendario dei documenti.
In dichiarazione
Calcola la maggiorazione, la porta in dichiarazione, coordina la documentazione idonea.
Fig. 02Ruoli tipici. Chi firma che cosa segue il provvedimento del 15 febbraio 2022, punti 7 e 11.

Una conseguenza pratica: nessuna delle tre parti può «certificare» da sola l’ammissibilità. Neppure l’Agenzia delle Entrate risponde a un interpello sulla qualificazione delle attività o del bene senza un parere tecnico dell’autorità competente allegato all’istanza (provvedimento 2022, punto 13). Un fornitore che garantisce il Patent Box sta promettendo una cosa che non dipende da lui.

Quando pensarci: prima di firmare, non a fine anno

Le scelte che decidono il Patent Box si fanno all’inizio: il contratto stabilisce chi dirige e chi rischia, il modo in cui si lavora decide quali prove esisteranno. A fine anno resta solo da ricostruire, e una ricostruzione prova meno di un registro tenuto mentre il lavoro si svolgeva.

Anche il calendario fiscale ha regole proprie. I costi contano nell’anno di competenza secondo le regole ordinarie, indipendentemente da come sono iscritti in bilancio; il costo di un servizio si considera sostenuto alla data di ultimazione della prestazione. La documentazione idonea, facoltativa, che protegge dalle sanzioni va firmata con firma elettronica e marca temporale entro la presentazione della dichiarazione. Per questo la scheda per la riunione mette intorno a un tavolo impresa, fornitore e commercialista prima della firma del contratto.

Che cosa il Patent Box non è

Non è un rimborso né un contributo: nessuno versa denaro all’impresa, che paga meno imposte se ne ha da pagare. Non è una garanzia: il beneficio si applica in autonomia in dichiarazione e il confronto con l’Agenzia avviene in un eventuale controllo. Non è un motivo per comprare software: un progetto che non regge senza agevolazione non diventa buono perché recupera in imposte meno di un terzo dei costi qualificati.

Non riguarda neppure tutto ciò che si chiama «software» in una fattura. L’acquisto di un prodotto già pronto, la configurazione, gli adattamenti chiesti da un cliente e la manutenzione ordinaria restano fuori. L’intelligenza artificiale non cambia questa regola, in nessuna delle due direzioni: un progetto di AI può contenere ricerca, e spesso non la contiene. Il business case di un Company Brain mostra come tenere separati il valore del progetto e l’eventuale agevolazione.

Da dove cominciare

Ogni approfondimento risponde a una sola domanda. L’ordine qui sotto è quello in cui le domande si presentano a chi deve decidere.

Domande frequenti

Il Patent Box è un contributo a fondo perduto?

No. È una deduzione aggiuntiva pari al 110% dei costi qualificati, indicata nella dichiarazione dei redditi ai fini IRES e IRAP. Riduce le imposte dovute; se l’impresa non ne ha da pagare, il risparmio non arriva in quell’anno.

Serve registrare il software alla SIAE?

Non per il regime ordinario. L’esistenza del software, la sua originalità e la titolarità dei diritti si possono provare con una dichiarazione sostitutiva (circolare 5/E, paragrafo 4.1.1), come ha confermato l’Agenzia con la risposta a interpello n. 223 del 2025. La registrazione SIAE serve per recuperare i costi degli otto anni precedenti con il meccanismo premiale.

Si può cumulare con il credito d’imposta R&S?

Sì, ma sugli stessi costi la base del credito d’imposta va ridotta del risparmio di imposte ottenuto con il Patent Box (circolare 5/E, paragrafo 4.5). Il calcolo va fatto con il commercialista.

Chi decide se le attività sono ricerca e sviluppo?

L’impresa, che applica il beneficio in dichiarazione sotto la propria responsabilità, con il commercialista e il supporto tecnico necessario. Il criterio sono le definizioni del D.M. 26 maggio 2020. L’Agenzia valuta in caso di controllo e non risponde a interpelli sulla qualificazione tecnica senza un parere dell’autorità competente.

Fonti

Fonti primarie lette e verificate il 23 ottobre 2026. Le norme possono cambiare: prima di decidere va controllato il testo vigente.

  1. [1]Art. 6 del D.L. 21 ottobre 2021, n. 146 (Nuovo Patent Box), testo vigente su Normattiva
  2. [2]Agenzia delle Entrate, provvedimento prot. 48243/2022 del 15 febbraio 2022, disposizioni attuative
  3. [3]Agenzia delle Entrate, provvedimento prot. 52642/2023 del 24 febbraio 2023, modifiche al provvedimento del 2022
  4. [4]Agenzia delle Entrate, circolare n. 5/E del 24 febbraio 2023
  5. [5]Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 223 del 22 agosto 2025 (software non registrato in SIAE)
  6. [6]D.M. 26 maggio 2020, definizioni di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design (G.U. n. 182 del 21 luglio 2020)
  7. [7]Agenzia delle Entrate, scheda «Patent box: i benefici»
Nota di trasparenza

Pagina curata da Raffaele Zarrelli, co-founder di Yempik, scritta con Claude. Le fonti normative sono state verificate il 23 ottobre 2026. Nessun professionista fiscale ha revisionato questo testo: è un’informazione per chi decide, non una consulenza fiscale, e l’applicazione al caso concreto va verificata con il proprio commercialista. Gli esempi numerici sono simulazioni; Vertesa è un’azienda immaginaria.

Un progetto software da impostare bene fin dall’inizio?

Yempik progetta e sviluppa software su misura e consegna il codice all’azienda. Nel preventivo possiamo separare le fasi di studio e prova da quelle di realizzazione, e descrivere per iscritto le attività tecniche svolte. La verifica fiscale resta al vostro commercialista.

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