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Un progetto di AI è ricerca e sviluppo? I fatti da verificare

Ai fini del Patent Box, usare l’intelligenza artificiale non rende un progetto ricerca e sviluppo, e non lo esclude. Conta che cosa si fa: attivare un servizio esistente è un acquisto, risolvere un problema tecnico di cui nessuno conosce la soluzione può essere ricerca. Cinque scenari di un’azienda immaginaria mostrano dove passa il confine e quali prove servono per sostenerlo.

A cura di, AI Architect & Co-Founder, Yempik
In questo articolo
In sintesi
  • Il Patent Box rinvia alle definizioni del D.M. 26 maggio 2020: ricerca industriale e sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica, design. Sono categorie con criteri diversi.
  • Per la ricerca e sviluppo il riferimento è il Manuale di Frascati dell’OCSE: l’attività deve essere nuova, creativa, incerta nel risultato, sistematica e documentata in modo trasferibile. Nel software il completamento deve dipendere da un avanzamento tecnico.
  • Configurare uno strumento, collegarlo con metodi noti, aggiungere funzioni d’uso e correggere bug ordinari non sono ricerca e sviluppo.
  • L’innovazione tecnologica guarda a prodotti o processi nuovi o molto migliorati per l’impresa, ma solo nelle fasi di progettazione e prova, ed esclude le personalizzazioni chieste da un committente.

Tre categorie, criteri diversi

Il provvedimento attuativo considera rilevanti, al punto 3.1, quattro tipi di attività: ricerca industriale e sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica, tutela legale dei diritti. Le prime tre sono definite dagli articoli 2, 3 e 4 del D.M. 26 maggio 2020, lo stesso decreto del credito d’imposta R&S. La ricerca fondamentale conta solo nel meccanismo premiale, che recupera i costi degli anni precedenti quando il bene ottiene un titolo di protezione.

La ricerca e sviluppo deve puntare a un avanzamento delle conoscenze o delle capacità generali in un campo tecnico, non solo di quelle della singola impresa: risolvere un problema che il mercato ha già risolto, con informazioni accessibili, non basta. L’innovazione tecnologica, invece, misura la novità rispetto a ciò che l’impresa già fa: un processo significativamente migliorato per l’azienda può rientrare, ma solo per i lavori di progettazione, realizzazione e prova fino al prototipo, e non per modifiche minori, soluzione di problemi di funzionamento, personalizzazioni su richiesta di un committente o controllo qualità.

I cinque criteri del Manuale di Frascati

Il decreto rinvia ai principi del Manuale di Frascati, che chiede cinque requisiti insieme. Tradotti per un progetto software:

  • Novità: il risultato cercato non è già disponibile nel settore. Copiare o ricostruire una soluzione esistente non è nuovo.
  • Creatività: il lavoro parte da ipotesi originali, non da una procedura di routine. Serve qualcuno che le formuli.
  • Incertezza: all’inizio non si sa se il risultato si otterrà, o con quanto tempo e costo. Se l’esito è scontato, è realizzazione.
  • Sistematicità: il lavoro è pianificato, con obiettivi, risorse e un registro di ciò che si prova e di come va.
  • Trasferibilità: i risultati, anche negativi, sono scritti in modo che altri possano capirli e ripeterli. Ciò che resta nella testa di chi ha lavorato non conta.

Per il software il Manuale aggiunge una regola netta: perché un progetto sia ricerca e sviluppo, il suo completamento deve dipendere da un avanzamento scientifico o tecnologico, e lo scopo deve essere risolvere in modo sistematico un’incertezza tecnica. Usare un software per una nuova applicazione, da solo, non è un avanzamento. Tra gli esempi esclusi elenca lo sviluppo di gestionali con metodi noti e strumenti esistenti, l’aggiunta di funzioni d’uso, la personalizzazione per un impiego specifico e la correzione ordinaria dei bug.

Cinque scenari dall’ufficio commerciale di Vertesa

Vertesa è l’azienda immaginaria che usiamo negli esempi del sito: meccanica di precisione, centoventi persone. Il suo ufficio commerciale perde ore a cercare prezzi, sconti e condizioni sparsi tra listini, contratti quadro ed email. Ogni scenario è un lavoro diverso dentro lo stesso progetto di AI. La voce «come si legge» applica i criteri descritti sopra e non è un parere fiscale.

  1. AAbbonamento e configurazione

    Fuori
    Che cosa si fa
    L’ufficio attiva un assistente AI di mercato, carica listini e procedure, scrive le istruzioni d’uso.
    Come si legge
    Acquisto e configurazione di uno strumento esistente: né ricerca né innovazione tecnologica, e i diritti sul software restano al fornitore.
    Prove che servirebbero
    Nessuna ai fini del Patent Box. Servono, semmai, regole d’uso interne.
  2. BCollegamento al gestionale

    Da valutare
    Che cosa si fa
    Un fornitore collega l’assistente al gestionale con interfacce già documentate e costruisce le schermate per i commerciali.
    Come si legge
    Sviluppo con metodi noti: escluso dalla ricerca (Frascati, § 2.72). Può essere innovazione tecnologica solo se il processo di vendita cambia in modo significativo, e solo per progettazione e prove.
    Prove che servirebbero
    Descrizione del processo prima e dopo, piano delle prove del prototipo.
  3. CIl problema che nessuno sa risolvere

    Possibile
    Che cosa si fa
    Le risposte devono applicare regole di sconto che si contraddicono tra listini, contratti quadro e accordi scritti nelle email. Le tecniche note sbagliano troppo per un preventivo. Il gruppo formula ipotesi, costruisce un metodo di verifica e lo prova su seicento preventivi storici.
    Come si legge
    Candidato allo sviluppo sperimentale, se la soluzione non è nello stato dell’arte accessibile e l’esito è davvero incerto. Va dimostrato, non dichiarato.
    Prove che servirebbero
    Ricerca dello stato dell’arte, ipotesi, piano delle prove, misure, versioni, esiti anche negativi, nomi di chi ha diretto.
  4. DIl registro dei test

    Necessario
    Che cosa si fa
    Per ogni ipotesi dello scenario C resta scritto che cosa si è provato, su quali dati, con quale esito e quale decisione è seguita.
    Come si legge
    Non è una categoria a sé: rende verificabile lo scenario C.
    Prove che servirebbero
    È la prova stessa, con date e nomi.
  5. EDopo il rilascio

    Fuori
    Che cosa si fa
    Si aggiornano i listini, si correggono errori, si aggiunge un filtro chiesto dai commerciali.
    Come si legge
    Manutenzione ordinaria, nuove funzioni d’uso, correzione di errori: esclusi.
    Prove che servirebbero
    Nessuna ai fini del Patent Box.
Fig. 01Vertesa è un’azienda immaginaria. Lettura con i criteri del D.M. 26 maggio 2020 e del Manuale di Frascati, non un parere fiscale.

Lo stesso progetto contiene quindi attività di natura diversa, e solo alcune possono qualificarsi. È il motivo per cui una percentuale «tipica» non esiste: la quota emerge dall’elenco delle attività svolte, non dall’etichetta del progetto. Lo scenario D è il più importante e il meno visibile: senza registro dei test, anche lo scenario C diventa un’opinione.

Le domande da fare al gruppo tecnico

Chi dirige non deve saper classificare un’attività. Deve saper fare le domande che fanno emergere i fatti, e pretendere che le risposte restino scritte.

  • Quale problema tecnico non sapete risolvere con metodi già noti, e perché?
  • Che cosa avete cercato in letteratura, tra i prodotti esistenti e nei progetti precedenti, e con quale esito?
  • Quali ipotesi alternative proverete, su quali dati, e come misurerete il risultato?
  • Che cosa succede al progetto se nessuna ipotesi funziona?
  • Dove resta traccia di test, esiti, versioni e decisioni, anche dei test falliti?
  • Chi, nella nostra azienda, fa le scelte tecniche e approva il passaggio da una fase all’altra?

Chi decide la classificazione

La decide l’impresa, che applica la maggiorazione in dichiarazione sotto la propria responsabilità, con il commercialista e il supporto tecnico che serve. L’Agenzia delle Entrate non risponde a interpelli sulla qualificazione delle attività senza un parere tecnico dell’autorità competente (circolare 5/E, paragrafo 8). Se l’impresa ha ottenuto le certificazioni previste per il credito d’imposta, i controlli possono tenerne conto, ma non sostituiscono la documentazione del Patent Box (paragrafo 7.1).

Un’ultima nota sugli esperimenti non riusciti. Un esperimento che non raggiunge l’obiettivo resta ricerca, se è stato condotto con metodo: il D.M. 26 maggio 2020 considera ammissibili le attività anche quando l’avanzamento cercato non viene raggiunto. Per questo i risultati negativi vanno registrati con la stessa cura dei positivi, come spiega l’articolo sui documenti da raccogliere.

Domande frequenti

Usare ChatGPT o Copilot in azienda è ricerca e sviluppo?

No. Acquistare e configurare uno strumento esistente non è ricerca, e l’impresa non ha diritti sul software del fornitore. Può essere ricerca un lavoro che, con quegli strumenti, affronta un problema tecnico non risolto, con ipotesi, prove e risultati documentati.

Un progetto di AI nuovo per la mia azienda è innovazione tecnologica?

Può esserlo se porta a un prodotto o processo nuovo o significativamente migliorato rispetto a quelli dell’impresa, e solo per i lavori di progettazione, realizzazione e prova fino al prototipo. Sono esclusi modifiche minori, soluzione di problemi di funzionamento, personalizzazioni su richiesta di un committente e controllo qualità.

Se l’esperimento fallisce, i costi contano?

Per il D.M. 26 maggio 2020 le attività di ricerca e sviluppo sono ammissibili anche quando l’avanzamento cercato non viene raggiunto, se il progetto lo perseguiva con metodo. Servono però le prove di ciò che si è provato e di come è andato.

Fonti

Fonti primarie lette e verificate il 23 ottobre 2026. Le norme possono cambiare: prima di decidere va controllato il testo vigente.

  1. [1]D.M. 26 maggio 2020, definizioni di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design (G.U. n. 182 del 21 luglio 2020)
  2. [2]OCSE, Manuale di Frascati 2015, capitolo 2 (criteri della ricerca e sviluppo e software, §§ 2.7 e 2.68-2.72)
  3. [3]Agenzia delle Entrate, provvedimento prot. 48243/2022 del 15 febbraio 2022, disposizioni attuative
  4. [4]Agenzia delle Entrate, circolare n. 5/E del 24 febbraio 2023
  5. [5]Art. 6 del D.L. 21 ottobre 2021, n. 146 (Nuovo Patent Box), testo vigente su Normattiva
Nota di trasparenza

Pagina curata da Raffaele Zarrelli, co-founder di Yempik, scritta con Claude. Le fonti normative sono state verificate il 23 ottobre 2026. Nessun professionista fiscale ha revisionato questo testo: è un’informazione per chi decide, non una consulenza fiscale, e l’applicazione al caso concreto va verificata con il proprio commercialista. Gli esempi numerici sono simulazioni; Vertesa è un’azienda immaginaria.

Un problema tecnico che non sapete ancora risolvere?

Spesso la parte difficile di un progetto di AI non è lo strumento, ma le regole e i dati dell’azienda. Raccontateci il caso: vi diciamo che cosa si può comprare, che cosa va costruito e che cosa va prima provato.

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